Texas, drone della polizia di frontiera abbattuto per errore da un laser militare: spazio aereo chiuso a Fort Hancock

27 Febbraio 2026 - 13:01

Texas, drone della polizia di frontiera abbattuto per errore da un laser militare: spazio aereo chiuso a Fort Hancock

Momenti di forte tensione nei cieli del Texas, dove l’Esercito statunitense ha abbattuto per errore un drone governativo della polizia di frontiera utilizzando un’arma laser antidrone schierata lungo il confine con il Messico. Il sistema, entrato in funzione accidentalmente contro un velivolo “amico”, ha provocato la chiusura immediata dello spazio aereo in un’ampia area attorno a Fort Hancock.

L’incidente, avvenuto tra mercoledì e giovedì, è stato confermato da una nota congiunta del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, della US Customs and Border Protect in e della Federal Aviation Administration. Secondo il comunicato, le unità specializzate nel contrasto ai sistemi aerei senza pilota avrebbero individuato un velivolo ritenuto potenzialmente minaccioso nello spazio aereo militare, attivando così il dispositivo laser.

La stessa Federal Aviation Administration ha disposto giovedì la chiusura temporanea dello spazio aereo interessato, per evitare il coinvolgimento di velivoli civili. Le autorità hanno precisato che l’intervento è avvenuto lontano da aree densamente popolate e che non erano presenti aerei commerciali nelle vicinanze al momento dell’abbattimento.

L’episodio si è verificato in una zona particolarmente sensibile lungo il confine con il Messico, spesso teatro di incursioni di droni impiegati dai cartelli della droga per attività di sorveglianza e traffico illecito. Proprio il contrasto a questi velivoli rappresenta uno degli obiettivi dichiarati del dispositivo militare.

Si tratta del secondo incidente legato all’impiego del sistema antidrone in pochi giorni nell’area di confine, circostanza che ha innescato dure polemiche politiche. Esponenti del Partito Democratico nei comitati congressuali per l’aviazione hanno criticato la mancanza di coordinamento tra agenzie federali, accusando l’amministrazione di sottovalutare i rischi operativi. In dichiarazioni rilasciate a Reuters, hanno parlato di “incompetenza” e di caos generato nei cieli statunitensi.

Al centro del confronto istituzionale vi è anche la questione delle autorizzazioni: sia il Pentagono sia la CBP hanno sostenuto davanti al Congresso di poter impiegare il laser antidrone senza un via libera preventivo della FAA, che invece considera il sistema potenzialmente pericoloso in aree sorvolate da traffico civile.

Dopo l’incidente, le agenzie coinvolte hanno assicurato l’impegno a rafforzare cooperazione e comunicazione per prevenire il ripetersi di episodi simili. Resta però aperto il nodo del coordinamento operativo in una delle aree più delicate e militarizzate del Paese.

fonte: Fanpage.it

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