Il Governo incassa una sconfitta pesantissima: il referendum sulla separazione delle carriere in magistratura è stato ufficialmente bocciato. Con uno scrutinio ormai concluso, il NO ha trionfato con circa il 54% delle preferenze, contro il 46% dei Sì. In particolare, a sorprendere è stata l’affluenza alle urne, che ha sfiorato il 59% (58,93%), un dato ben superiore alle attese della vigilia per una consultazione costituzionale.
Secondo le prime reazioni, la Premier Giorgia Meloni ha ammesso la battuta d’arresto ma ha escluso dimissioni. “Rispetto la decisione degli italiani, ma andiamo avanti per onorare il mandato”, ha dichiarato, sottolineando che la maggioranza resta solida. Tuttavia, l’opposizione esulta: il senatore del PD Dario Parrini ha parlato di una “punizione durissima” per il Governo, definendo il popolo italiano di “sana e robusta Costituzione”. Infatti, per il centrosinistra, questo risultato rappresenta un trampolino di lancio fondamentale in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.
Inoltre, la giornata è stata segnata dalle polemiche per un video virale del comico Giorgio Montanini. Durante uno spettacolo a Firenze, l’artista aveva augurato provocatoriamente “la morte a chi vota Sì”. Di conseguenza, travolto dalle critiche dei politici, Montanini si è difeso parlando di iperbole comica: “L’Italia prende sul serio i comici e ignora quello che dicono i politici”. In conclusione, mentre il Paese metabolizza il voto, il campo largo celebra una vittoria che ridisegna gli equilibri del potere a Roma.