Il giudice Roberto Pertile ha ordinato a Fabrizio Corona di mettere offline Falsissimo e di rimuovere tutte le informazioni private riguardanti Alfonso Signorini. L’ex re dei paparazzi dovrà inoltre consegnare tutto il materiale in suo possesso sul giornalista e astenersi dal pubblicare ulteriori contenuti che lo riguardino.
Nonostante il provvedimento, Corona è tornato a farsi sentire con un video pubblicato sui social, chiarendo subito un punto: Falsissimo andrà comunque in onda questa sera alle 21 sul suo canale YouTube.
“In seguito al provvedimento d’urgenza – ha scritto Corona – il giudice Roberto Pertile mi ha vietato di pubblicare qualsiasi contenuto che possa essere ritenuto diffamatorio nei confronti di Signorini e mi ha ordinato di eliminare quelli già pubblicati”. Corona ha poi espresso forte preoccupazione per la decisione: “Quanto accaduto oggi dovrebbe allarmare giornalisti e cittadini. Se questo principio dovesse passare, significherebbe che il nostro Paese non è più una democrazia ma sta diventando una dittatura”. L’ex paparazzo ha annunciato che presenterà immediatamente ricorso in appello.
Pur contestando il provvedimento, Corona ha dichiarato di volersi adeguare: “Da questo momento rimuovo la possibilità di visionare gli episodi 19 e 20 di Falsissimo. Archivio inoltre tutti i reel relativi alle due puntate dai profili social di Falsissimo e di Fabrizio Corona, che avevano superato i 100 milioni di visualizzazioni, riservandomi di ripubblicarli in caso di esito favorevole del ricorso”.
Corona ha poi spiegato come cambierà la puntata in onda questa sera. Nell’episodio 21 non verranno pubblicate chat, foto, video o interviste delle persone coinvolte nel cosiddetto “sistema Signorini”, né le conversazioni di Piscopo e Medugno che, secondo lui, confermerebbero l’esistenza di un ricatto.
“La puntata – conclude – sposterà l’attenzione dal sistema Signorini al sistema Mediaset”. Tra i nomi che verranno citati figurano Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin, Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi e lo stesso Alfonso Signorini, senza entrare nella vicenda oggetto del divieto.
Fonte: il Fatto Quotidiano