Svolta nel cold case di Roncade: Paolo Gorghetto indagato per l’omicidio di Sandra Casagrande dopo 35 anni

22 Maggio 2026 - 14:55

Svolta nel cold case di Roncade: Paolo Gorghetto indagato per l’omicidio di Sandra Casagrande dopo 35 anni

A 35 anni di distanza da uno dei delitti più efferati del trevigiano, l’inchiesta sull’omicidio di Sandra Casagrande è arrivata a una svolta clamorosa e del tutto inattesa. La Procura di Treviso ha iscritto nel registro degli indagati Paolo Gorghetto, 57 anni, residente a San Cipriano di Roncade. La vittima, una stimata pasticcera di 44 anni, venne massacrata con ventidue coltellate all’interno del suo negozio nel 1991.

In particolare, a unire il nome dell’uomo al cold case è stata la tecnologia scientifica: un riscontro perfetto (match) tra il suo profilo genetico e le tracce biologiche repertate all’epoca sulla scena del delitto. Secondo quanto appreso, all’epoca dei fatti Gorghetto aveva poco più di vent’anni e non era mai rientrato nella cerchia dei sospettati o delle frequentazioni assidue della donna.

Dal database nazionale alla scena del crimine

Infatti, l’inserimento del 57enne nelle indagini è avvenuto quasi per caso. Arrestato in anni recenti per resistenza a pubblico ufficiale, i suoi campioni biologici erano stati inseriti nella banca dati nazionale del DNA. L’incrocio dei dati con i reperti storici ha fatto scattare l’allarme.

Convocato in caserma per l’interrogatorio formale alla presenza del suo legale, l’indagato ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Tuttavia, ha deciso di proclamare con forza la propria innocenza in un’intervista rilasciata alla Tribuna di Treviso:

“I carabinieri sono venuti a perquisire casa mia e mi hanno portato in caserma. Non sapevo il motivo, me lo hanno detto solo mostrandomi le immagini del delitto. Ma io non l’ho fatto, punto e basta. Mi batterò come un leone per dimostrare la mia innocenza e preservare i miei figli.”

Gorghetto ha ammesso di aver frequentato sporadicamente la pasticceria da giovane solo su commissione di un datore di lavoro, ribadendo che per lui, all’epoca, la vittima “per età poteva essere mia madre”.

La speranza dei familiari

Di conseguenza, la notizia ha riacceso la speranza nei parenti della vittima, che non hanno mai smesso di cercare la verità. Gianni Fregonese, nipote di Sandra, ha commentato parlando di uno “spiraglio che si apre” dopo decenni di silenzi. La reazione più toccante resta però quella della sorella maggiore della vittima, Bianca, che lo scorso ottobre ha traguardato il traguardo dei 101 anni e che da sempre chiede di poter guardare in faccia l’assassino prima di morire.

In conclusione, il fascicolo è ora interamente nelle mani degli inquirenti, che dovranno valutare se la presenza del DNA sia motivata da un passaggio casuale dell’uomo nel negozio o se rappresenti la firma indelebile dell’autore del massacro.

Fonte: Fanpage.it

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