Svolta contro il cancro al seno: il vaccino funziona dopo 20 anni di ricerche

30 Gennaio 2026 - 14:38

Svolta contro il cancro al seno: il vaccino funziona dopo 20 anni di ricerche

Un vaccino contro il cancro al seno ha fornito risultati sorprendenti. Una nuova ricerca pubblicata su Science Immunology descrive questo successo. Gli scienziati hanno esaminato le cellule del sistema immunitario di un gruppo di donne. Queste pazienti avevano ricevuto una diagnosi di carcinoma mammario metastatico anni fa. Successivamente, avevano partecipato a quella specifica sperimentazione. Oggi, il loro corpo mostra ancora una risposta antitumorale attiva.

Il dottor Zachary Hartman guida questo studio presso la Duke University School of Medicine. Egli lavora a Durham, nella Carolina del Nord. Il professore ha sottolineato un fatto straordinario. Tutte le partecipanti sono sopravvissute alla malattia. I ricercatori definiscono questo esito molto raro. Hartman si è detto sbalordito. Le cellule immunitarie nel sangue riconoscono ancora oggi i bersagli tumorali.

Questi risultati rientrano in un contesto di ricerca internazionale più ampio. La scienza vuole “insegnare” al sistema immunitario un compito preciso. L’organismo deve riconoscere le cellule cancerose. Poi, deve attaccarle con decisione. L’American Cancer Society conferma la validità di questa strategia. L’immunoterapia stimola le difese naturali. L’obiettivo finale crea una memoria difensiva che controlla la malattia nel lungo termine.

Lo studio evidenzia un dato molto specifico dopo oltre 20 anni. Il sistema immunitario delle partecipanti conserva cellule di memoria vitali. Queste cellule identificano immediatamente gli antigeni tumorali. Solitamente, i medici osservano questa risposta altrove. Essa accade con i vaccini contro virus come il morbillo. Oppure, si verifica con il vaccino per la varicella. Ora la scienza la osserva anche contro il cancro.

L’analisi ha svelato inoltre il ruolo cruciale di un segnale immunitario. Gli esperti chiamano questo segnale CD27. Esso aiuta la funzione delle cellule T “helper” (CD4+). Inoltre, il CD27 sostiene la memoria immunitaria in modo efficace. I test di laboratorio hanno confermato questo meccanismo. Tutto ciò suggerisce una strada precisa. In futuro, i ricercatori renderanno i vaccini anticancro molto più potenti.

Gli scienziati hanno testato una combinazione specifica sui topi. Hanno unito il vaccino a un anticorpo che attiva il CD27. I risultati hanno colpito il team di ricerca. Circa il 40% degli animali ha mostrato una regressione completa del tumore. Al contrario, il solo vaccino ha curato appena il 6% dei casi. Dunque, l’attivazione del CD27 fa la differenza.

Ulteriori analisi hanno spiegato il motivo di tale successo. L’anticorpo legato al CD27 potenzia l’attività delle cellule T CD4+. Di conseguenza, queste cellule eguagliano l’importanza delle cellule T “killer” (CD8+). Hartman ha commentato questo cambio di prospettiva. Le cellule CD4+ non agiscono solo come supporto. Al contrario, combattono il cancro con grande forza. Esse sono protagoniste a pieno titolo.

Infine, lo studio indica una direzione chiara per la medicina. La combinazione di vaccini anticancro con modulatori del segnale offre speranza. Il CD27 rappresenta una via promettente. Questo approccio potenzia la risposta contro i tumori. Così, si aprono nuove prospettive terapeutiche. Le future cure immunitarie contro i tumori solidi potrebbero partire proprio da qui.

Fonte: Fanpage