Cinque italiani morti durante un’immersione in una grotta alle Maldive, mentre proseguono senza sosta le operazioni di recupero dei corpi nei fondali di Alimathà. La tragedia, avvenuta due giorni fa, continua a sollevare interrogativi sulle cause dell’incidente che ha coinvolto un gruppo di sub esperti.
Le vittime sono il capobarca e istruttore padovano Gianluca Benedetti, la docente dell’Università di Genova Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, 31 anni. I soccorritori ritengono che i loro corpi siano ancora intrappolati all’interno della grotta, a circa sessanta metri di profondità.
Durante le ricerche si è verificato un ulteriore dramma: un soccorritore delle Forze nazionali di difesa delle Maldive, impegnato nelle immersioni, si è sentito male sott’acqua ed è morto poco dopo. Le autorità locali parlano di un’operazione estremamente complessa e ad alto rischio, resa ancora più difficile dalle condizioni del mare e dalla profondità del sito.
La guardia costiera maldiviana, supportata da sommozzatori specializzati, imbarcazioni e mezzi aerei, sta tentando di raggiungere le zone più profonde della grotta. L’ambasciatore italiano a Colombo, Damiano Francovigh, ha confermato che i tentativi di immersione continueranno fino al recupero delle salme. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato il massimo supporto alle famiglie delle vittime e ai connazionali coinvolti.
Nel frattempo la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per chiarire le cause dell’incidente. Gli investigatori stanno ascoltando i presenti sulla safari boat “Duke of York” e controllando l’attrezzatura utilizzata dai sub. Tra le ipotesi al vaglio vi sono un problema alla miscela di ossigeno, correnti improvvise o una perdita di orientamento nella grotta. Intanto le autorità maldiviane hanno sospeso la licenza dell’imbarcazione coinvolta nella tragedia.
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