Strage di Capodanno in Svizzera, chi sono i 16 italiani dispersi, le famiglie: “Nessuno sa niente”

1 Gennaio 2026 - 19:04

Strage di Capodanno in Svizzera, chi sono i 16 italiani dispersi, le famiglie: “Nessuno sa niente”

La notte di Capodanno si trasforma in tragedia. Succede a Crans-Montana, in Svizzera. Un incendio devasta il bar “Le Constellation”. Dentro ci sono decine di giovani. Stanno festeggiando l’arrivo del nuovo anno. All’improvviso scoppiano le fiamme. Forse parte un petardo. Forse esplode un fuoco d’artificio. In pochi istanti il locale diventa una trappola mortale.

Il bilancio è drammatico. Le vittime accertate sono 47. Quasi tutti sono giovanissimi. Molti corpi restano irriconoscibili. Le ustioni sono gravissime. Per questo le autorità non riescono ancora a identificare tutte le vittime. Intanto emergono i nomi dei dispersi. Tra loro ci sono almeno 16 italiani.

Tra i dispersi potrebbe esserci anche Giovanni Tamburi. Ha solo 16 anni. Vive a Bologna. Era in Svizzera con il padre. Quella sera esce con gli amici. Decide di festeggiare proprio a Le Constellation. Poi il silenzio. Il telefono è spento. Nessuna risposta. La madre, Carla Masiello, lancia un appello disperato. Chiama ospedali. Chiede aiuto. Nessuno sa dirle nulla.

La donna racconta la sua angoscia. Spiega che un amico le ha parlato di una fuga. Racconta che i ragazzi sono scappati quando è scoppiato l’incendio. Poi Giovanni sparisce. Lei fornisce un dettaglio importante. Il figlio indossa una catenina d’oro. Ha una madonnina al collo. Ora spera che qualcuno lo riconosca.

Intanto le autorità diffondono un primo elenco. I nomi sono tanti. Le età sono basse. Ci sono adolescenti. Ci sono giovani adulti. Ci sono anche persone più grandi. L’elenco resta provvisorio. Le verifiche continuano. Le famiglie attendono. Ogni ora pesa come un macigno.

Nel frattempo arrivano notizie dagli ospedali. Una ragazza è ricoverata in coma a Zurigo. Le sue condizioni sono gravissime. Un altro giovane è ferito seriamente. I medici lo trasferiscono in elicottero a Milano. Arriva al Niguarda. Riporta ustioni alla testa e a una mano. I sanitari lo monitorano senza sosta.

La polizia cantonale fa il punto. Il capo Frederic Gisler parla in conferenza stampa. Conferma numeri terribili. Circa 40 morti accertati. Altri 40 feriti gravissimi. Il locale resta sotto sequestro. L’area resta chiusa. Le indagini proseguono senza pause.

Gli italiani dispersi risultano essere:

Achille Osvaldo Giovanni Barosi, nato il 17 luglio 2009.

Riccardo Minghetti, nato il 2 settembre 2009.

Chiara Costanzo, nata il 5 giugno 2009.

Lisa Pieropan, nata il 9 dicembre 1998.

Giovanni Raggini, nato il 26 settembre 1997.

Juliette Doronzo, nata il 23 dicembre 1999.

Giovanni Tamburi, nato il 21 dicembre 2009.

Linda Cavallaro, nata il 23 ottobre 2003.

Alessandra Galli Demin, nata il 5 febbraio 1970.

Giuliano Biasini.

Ora la priorità è una sola. Identificare le vittime. Serviranno giorni. Forse settimane. Molti corpi appartengono a stranieri. Il dolore attraversa confini e famiglie. Intanto Crans-Montana resta in silenzio. Un silenzio carico di lutto. Un silenzio che chiede risposte.

Fonte e photo credits: Fanpage