Sorelline scomparse da una casa famiglia: scatta la caccia a indizi e possibili complici

15 Giugno 2026 - 21:49

Sorelline scomparse da una casa famiglia: scatta la caccia a indizi e possibili complici

Attualmente le forze dell’ordine coordinano le ricerche di Sarah e Alisya. Le due sorelline hanno rispettivamente 12 e 16 anni. Recentemente le ragazze sono svanite nel nulla da una casa famiglia di Civitella Alfedena, nell’Aquilano. Pertanto gli investigatori stanno ampliando il raggio delle indagini in tutta la zona. Nel frattempo i carabinieri ascoltano attentamente i residenti del paese. Inoltre gli inquirenti interrogano i possibili testimoni di questa probabile fuga.

Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno analizzato i video della sorveglianza. Effettivamente una telecamera ha ripreso le minori alcune ore prima della sparizione. Il filmato registra precisamente le ore 21:26 di sabato 6 giugno. In quel momento le sorelle attraversano con calma i tavolini di un bar. Per di più le due giovani indossano abiti neri e scarpe da ginnastica bianche. Successivamente anche il padre ha riconosciuto con certezza le figlie in quelle immagini.

Di conseguenza il genitore ha denunciato formalmente la struttura d’accoglienza. L’uomo accusa i responsabili della casa famiglia per una grave mancanza di vigilanza. Intanto il programma televisivo “Dentro la notizia” ha mostrato pubblicamente il filmato del bar. Nelle immagini le sorelle camminano e parlano tranquillamente tra loro. Del resto le ragazze frequentavano spesso le vie di questo paesino nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Di solito gli educatori della struttura accompagnavano le due minori durante queste passeggiate.

Tuttavia la situazione è precipitata nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Proprio in quelle ore Sarah e Alisya han preso tutti i loro oggetti personali. Quindi le due minorenni hanno abbandonato definitivamente la struttura residenziale. Da quel momento le sorelle hanno fatto perdere completamente le loro tracce. Attualmente l’evento mostra le chiare caratteristiche di un allontanamento volontario. Ciononostante gli investigatori ipotizzano il possibile coinvolgimento di terze persone nella vicenda.

La conferma della fuga pianificata arriva direttamente dall’analisi minuziosa della loro camera. Infatti gli inquirenti hanno ispezionato la stanza con il supporto del personale della struttura. Durante il sopralluogo gli agenti hanno accertato la totale sparizione dei vestiti delle ragazze. Inoltre mancano all’appello anche tutti i loro trucchi. Di conseguenza emerge che le giovani hanno raccolto ogni cosa con cura prima di uscire. Sicuramente questo dettaglio conferma la premeditazione della fuga.

Al contrario le ragazze hanno lasciato nella camera diversi biglietti e alcuni scritti. Ora gli investigatori esaminano con attenzione questi fogli cartacei. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di veri e propri messaggi in codice. Probabilmente le giovani utilizzavano questi testi per comunicare segretamente con il mondo esterno. Forse le sorelle hanno organizzato il piano con l’aiuto di complici esterni. Perciò gli esperti decifrano la scrittura per trovare elementi utili.

Nello specifico gli investigatori cercano orari precisi e luoghi di incontro nei biglietti. Questi dati potrebbero ricostruire fedelmente gli spostamenti successivi delle due sorelle. Nel frattempo la Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo formale sul caso. I magistrati ipotizzano il reato di abbandono di minore. Questo provvedimento segue direttamente la denuncia del padre delle ragazze. Ricordiamo che la struttura ospitava le minori dopo la separazione conflittuale dei genitori.

Nel frattempo la casa famiglia respinge con forza ogni accusa. La struttura nega qualunque coinvolgimento in questa fuga. La presidente e rappresentante legale rivendica la massima serietà e la correttezza della gestione. La donna dichiara la propria tranquillità assoluta davanti ai giornalisti. Infine la coordinatrice annuncia una strenua difesa della struttura nelle sedi opportune.

Fonte: Fanpage

Fonte Foto: Corriere