Gli investigatori stanno facendo luce su come funzionasse il “sistema escort” a Milano. Gli introiti hanno raggiunto circa 1,2 milioni di euro: tutti su conti all’estero. I soldi venivano recapitati in buste.
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Gli investigatori fanno luce su come funzionasse il “sistema escort” milanese. Secondo quanto emerge dalle carte della Procura, che Fanpage.it ha avuto modo di visionare, gli inquirenti e gli investigatori hanno ricostruito il tipo di organizzazione alla base di questi traffici che avrebbero portato a un business da oltre 1,2 milione di euro, la maggior parte dei quali finiti su conti correnti esteri.
Deborah Ronchi, titolare dell’agenzia Ma.De, e il suo compagno Emanuele Buttini, avrebbero svolto il ruolo di “promotori e dominus del sodalizio”. Sarebbero stati i capi. Si sarebbero trovati insomma al vertice della piramide. “Esercitavano potere decisionale e impartivano le direttive agli associati”. Ronchi e Buttini sarebbero stati quelli che organizzavano le riunioni, in agenzia o a casa, spesso anche di notte. Curavano i rapporti con i proprietari dei locali; gestivano gli spostamenti delle escort nel corso delle serate e consegnavano loro le “buste” con l’incasso della giornata, tra i 70 e i 100 euro; maneggiavano e contavano il denaro; pagavano e si facevano pagare.
Poi, sotto di loro ci sarebbero stati Fabio Barbera, Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga. Loro sarebbero stati quelli che gestivano i contatti diretti con i calciatori di Serie A e con le escort durante le diverse serate, decidendo i locali in cui erano attese, il mezzo cui si sarebbero spostate da un locale ad un altro, il luogo in cui avrebbero dormito. Si occupavano anche di reperire i “palloncini contenenti protossido di azoto”. Infine si sarebbero occupati anche di gestire i debiti che i vari clienti contraevano con Ronchi-Buttini.
Fonte: Fanpage
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