Sila Film Festival: l’intervista all’ideatore Ivan Orrico

E’ tutto pronto per la seconda edizione del Sila Film Festival, che andrà in scena, dal 27 al 29 agosto 2021, a Camigliatello in Calabria. Un ritorno molto atteso dall’ideatore Ivan Orrico, proprio come ci ha raccontato in questa intervista.
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4 mesi fa - 18 Agosto 2021

E’ tutto pronto per la seconda edizione del Sila Film Festival, che andrà in scena, dal 27 al 29 agosto 2021, a Camigliatello in Calabria. Un ritorno molto atteso dall’ideatore Ivan Orrico,

proprio come ci ha raccontato in questa intervista.


Ivan, sta per prendere il via la seconda edizione del Sila Film Festival. In un periodo come questo, dove il Covid comanda, non è stato sicuramente semplice

addentrarsi nell’organizzazione.

“Sì, nonostante tutte le difficoltà del caso siamo riusciti ad organizzare questa seconda edizione, con i mille protocolli dettati dal Covid da seguire. Però è vero che anche l’anno scorso, con

le stesse problematiche, abbiamo avuto la forza di iniziare e, con questo spirito, abbiamo proseguito anche adesso. Faremo tutto in sicurezza”.

Quali sono le tematiche dominanti in questa nuova edizione?

“Dopo le varie fasi di selezioni, parleremo di “Mondo Corto” e “Diritti Umani”. Abbiamo 240 minuti di cortometraggi da proiettare. Anche in questo siamo aumentati; abbiamo un sacco di

adesioni. Rispetto all’anno scorso, avremo numerosi ospiti, con 3 giorni di proiezioni anche di lungometraggi”.

Parliamo di queste proiezioni, allora.

“Il 27 agosto avremo l’attore Mirko Frezza e Vittorio Viviani. Proietteremo il film Il Più Grande Sogno. Faremo un tributo al film Anime Nere con Vito Facciolla. Inoltre, avremo anche

Antonio Niti, uno dei protagonisti di Suburra – La Serie. Il secondo giorno, il 28 agosto, sarà la volta della proiezione di School Of Mafia di Alessandro Pondi, che è ancora nelle sale.

Insieme a noi ci saranno Monica Vallerini e Giulia Petrungaro, le due protagoniste principali. Chiuderemo in bellezza, il 29 agosto, con un film molto forte di Paolo Licata, un regista molto forte, che si intitola Picciridda. Ci terranno compagnia Lucia Sardo, Katia Greco e Marta Castiglia, che è giovanissima ma al suo primo esordio è già molto promettente”.

So che avete voluto fare anche delle integrazioni. Di che tipo?

“Esatto, abbiamo voluto integrare ancora di più la cultura del cinema con quella della letteratura e della scrittura. Avremo tre scrittori che presenteranno altrettanti libri. Ci saranno Arcangelo Badolati con Calabria Terre Di Meraviglie, Gioacchino Criaco con L’Ultimo Drago di Aspromonte e Antonio Nicasio con Non Chiamateli Eroi. E’ un programma, quello del Sila Film Festival, che inizia dal pomeriggio per finire la sera. Proprio sulla scia del tema iniziale, abbiamo voluto unire al cinema al territorio con le sue eccellenze enogastronomiche”.

In che senso?

“Faremo dei percorsi enogastronomici con degustazioni dove gli ospiti e il pubblico potranno incontrare le eccellenze. Tali degustazioni avverranno anche nella natura, con escursioni in mountainbike, a cavallo. Tutti percorsi dove si potrà vivere il territorio silano esattamente come è, ossia un vero e proprio spettacolo. Ci sarà un connubio che sarà ancora più magico. Saranno tre giorni davvero molto intensi. Quest’anno, tra l’altro, abbiamo il piacere e l’onore di avere il maestro orafo Spadafora, colui che ha fatto i gioielli al Papa. Lo scorso anno ha dato molti premi a Venezia e lo farà ancora. Lo avremo nel nostro Film Festival e farà i premi per i nostri attori. E’ una grande soddisfazione perché ha scelto il Sila Film Festival; ha sposato questo progetto e ci ha creduto molto”.

C’è qualche altro ospite che non abbiamo menzionato?

“Sarà dei nostri il magistrato calabrese Nicola Gratteri, che è senz’altro una delle massime espressioni delle eccellenze del territorio che tiene alla Calabria. Si è sicuramente contraddistinto per il suo operato dando un fortissimo contributo culturale, ma anche sociale. Certo, non è un volto del cinema, ma è uno dei più importanti attori della scena della giustizia italiana. E’ dunque un onore averlo”.

Per la seconda edizione del Sila Film Festival è stata coinvolta anche una rivista, giusto?

“Proprio così. Parliamo di Red Carpet Magazine. Si occupa di cinema e di grandi eventi, oltre che di format di spessore. Sarà nostra partner e ci seguirà in queste tre giornate”.

Immagino che la tensione si stia facendo sentire…

“E’ un turbinio di emozioni. Sono molto emozionato perché abbiamo avuto adesioni non solo di privati, ma anche di aziende del territorio che, capendo le difficoltà ma anche l’importanza

di un progetto del genere, ci hanno voluto seguire e sostenere fortemente. Questa è la prova che il Sila Film Festival ha funzionato, che è voluto. Continueremo senz’altro per questa strada”.

A proposito della scorsa edizione, che bilancio ne hai tratto? Mi sembra di capire che siete in continua crescita col vostro progetto…

“Assolutamente sì. Ne ho tratto un bilancio positivo. Ha permesso alla squadra di andare avanti, di estendere  i giorni, anche a fronte di tutte le difficoltà del caso con una situazione,

zeppa di restrizioni, che non è ottimale. Il Sila Film Festival meritava che questo percorso venisse ampliato, che desse ancora di più alle persone la possibilità di vivere questo momento.

In quei giorni, l’atmosfera che si respira è magica. Il mondo del cinema, come ho sempre sostenuto, è una fabbrica del sogno. Al tempo stesso noi, oltre ai sogni, diamo anche concretezza.

Facciamo vivere questo mondo, facciamo vedere da vicino questi vip che sono tanto seguiti, ma che hanno un aspetto umano, di tutti i giorni, che è poco conosciuto. Poter parlare con

loro, bere qualcosa insieme, ascoltarli dal vivo, con la loro emozione, permette al pubblico di scoprirli al di là di quel mondo che viene raccontato nei loro film. Ci siamo innamorati dei

personaggi che hanno interpretato, ma ci fa ancora più piacere se ascoltiamo e viviamo gli attori nella vita di tutti i giorni. Quando scopriamo cosa c’è oltre al ruolo”.

Dopotutto, credo sia anche questo lo scopo del Sila Film Festival.

“Certo. Creare una connessione tra gli attori e la gente, che non conosce il mondo dei film da dietro le quinte, da vicino. Permettiamo a chi viene di fare delle domande, di capire. Di farsi

un’idea diversa da quella precostituita. E perché no fare cambiare idea su un attore che, magari, viene visto in un modo perché ha interpretato un determinato ruolo. Questo è bello perché

molti spettatori si affezionano ai personaggi in base a quello che vedono nei film, senza rendersi magari conto che la realtà non è quella. Diamo l’occasione di scoprire, ad esempio, che dietro chi ha interpretato un cattivo c’è una bella persona. D’altronde il bello del cinema è quello: far sembrare vero ciò che si vede, anche se non è così”.

Importante, nella realizzazione dell’evento, è anche la valorizzazione del territorio che vi ospita.

“Assolutamente sì. E’ un territorio davvero vasto a cielo aperto, scelto in questi anni da moltissime produzioni, alcune delle quali verranno prossimamente a girare. E’ giusto che venga valorizzato anche al di fuori dell’ambito lavorativo. Sicuramente i tecnici del settore e anche gli attori che hanno lavorato o che devono lavorare non hanno avuto e non avranno, dato i tempi dei set, il tempo di visitarlo. Noi, invece, vogliamo dare questo: il Festival è un evento importante. La fiera sarà dedicata, ovviamente, al cinema, ma gli addetti ai lavori e gli attori potranno conoscere il territorio sia dal punto di vista culturale e del paesaggio, sia da quello enogastronomico grazie ad Esperienze Silane, che si muoverà insieme a noi per tutte le tre giornate con degustazioni e attività sportive all’aperto. Al sud, nel campo enogastronomico, siamo eccellenti anche con i nostri prodotti a chilometro zero. Tra l’altro, nella scorsa edizione, gli addetti ai lavori, così come gli artisti ospiti, sono stati i primi ad avere l’idea di voler conoscere i territori; ci hanno chiesto espressamente di poterli visitare. Quindi abbiamo inserito questo spin-off all’interno del Sila Film Festival”.

Un’ottima idea che produce pian piano i suoi frutti?

“Certo. Chi ci visita, attraverso il Festival,  può portare come ambasciatore, in giro, l’emozione che ha vissuto; spiegare quello che è il territorio silano e che cosa offre. La Calabria è una terra che offre tanto. E’ generosa e ospitale. E’ giusto che questo venga specificato; perché molto spesso sono i brutti fatti di cronaca ad essere messi maggiormente in evidenza”.

Cosa speri da questa edizione? Quali sono i propositi che speri di introdurre, magari, il prossimo anno? Qualcosa che nei due anni precedenti, per via del Covid, non avete potuto fare?

“Uno degli obiettivi che, per forza di cose non si è potuto realizzare nelle precedenti edizioni, è quello di avere ancora più persone. Purtroppo, il contingentamento dei posti ci porta a limitare, dato che dobbiamo evitare i vari assembramenti. Ci manca realizzare il Festival ad ampio raggio, così come credo che accada a chi realizza un concerto ed eventi simili. Ci piace però che le persone che possiamo ospitare conoscano anche i loro idoli. Diamo il via a una sorte di red carpet itinerante nei luoghi, anche per garantire di incontrarli ai giovani che, sprovvisti di Green Pass anche per età anagrafica, non possono andare altrove. Faremo visita i vari post in maniera controllata, nelle varie tappe organizzate da Esperienze Silane, dove sarà possibile fare anche yoga, ginnastica e sport in generale, che coincidono con le nostre tre giornate. In questo modo andremo direttamente a trovare, nelle tappe, chi non può prendere parte al Sia Film Festival per i più svariati motivi. Sarà un evento a tutto tondo: ci saranno cinema, cultura, valorizzazione del territorio e un’apertura al mondo enogastronomico che la Calabria può offrire”.

Sila Film Festival: l’intervista all’ideatore Ivan Orrico
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