Si dimette il ministro dei Trasporti spagnolo Puente dopo l’incidente ferroviario

4 Novembre 2026 - 9:04

Si dimette il ministro dei Trasporti spagnolo Puente dopo l’incidente ferroviario

Un passo indietro inevitabile, arrivato al culmine di un’estenuante audizione parlamentare durata oltre quattro ore. Óscar Puente non è più il ministro dei Trasporti spagnolo: il crollo politico segue la

tragedia sui binari dello scorso 28 ottobre nei pressi di Toledo, un deragliamento spaventoso costato la vita ad almeno 69 persone. “Un Paese come la Spagna non può permettersi che il proprio ministro dei

Trasporti resti al suo posto dopo due gravi incidenti avvenuti in meno di dodici mesi”, ha dichiarato Puente davanti alla Commissione d’inchiesta, visibilmente provato. La resa del ministro, tuttavia,

non si limita all’addio al dicastero. Con una mossa a sorpresa, Puente ha annunciato anche il ritiro dalla corsa elettorale per le generali del prossimo 29 novembre, rinunciando alla guida della lista socialista

nella sua Valladolid. Un’uscita di scena totale, maturata dopo che nei giorni scorsi la pressione delle opposizioni si era fatta insostenibile. Prima di rendere pubblica la decisione al Congresso, Puente ha

comunicato la scelta direttamente al premier Pedro Sánchez. L’audizione è stata contrassegnata da momenti di altissima tensione. Per difendere l’operato del suo dicastero, Puente ha rivendicato gli

investimenti del governo — un piano di ammodernamento della rete da 780 milioni di euro — puntando poi il dito sulle decisioni del centro di controllo Adif. Il ministro ha sollevato forti dubbi

sull’autorizzazione concessa al treno ad alta velocità Ave di riprendere la marcia regolare, nonostante il noto malfunzionamento del sistema di sicurezza Lzb e la presenza di un convoglio Iryo fermo

poco più avanti lungo la stessa linea. Argomentazioni che non hanno ammorbidito gli attacchi. La portavoce del Partido Popular, Ester Muñoz, ha affondato il colpo ricordando al ministro che l’opera di

chi governa «non deve consistere nel dare spiegazioni a tragedia avvenuta, ma nel fare prevenzione affinché non accada». Il fronte politico contro il ministro si è rivelato trasversale. Anche la formazione di sinistra

Sumar aveva sollecitato le dimissioni, pur scindendo le responsabilità dirette del ministro da quelle tecniche dell’impatto. Più duro l’intervento di Gabriel Rufián, portavoce degli indipendentisti catalani di

Erc, che ha liquidato le giustificazioni sugli sbagli del personale: l’errore umano, ha sottolineato, non è mai una fatalità isolata, ma il segnale evidente di un sistema di sicurezza che ha fallito alla radice. Fonte Tgcom24.