La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sostiene che l’appello al dialogo rivolto alle opposizioni durante il suo intervento in Parlamento sia rimasto senza risposta. Nel corso delle comunicazioni sulla crisi in Medio Oriente, anche in vista del prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, la premier aveva invitato le forze di minoranza a collaborare in una fase internazionale particolarmente delicata.
Meloni aveva proposto l’apertura di un tavolo di confronto a Palazzo Chigi dedicato alla situazione internazionale e alle emergenze economiche, tra cui l’aumento dei costi dell’energia. L’apertura riguardava anche il voto sulle risoluzioni: alla Camera, infatti, la maggioranza si era detta disponibile a votare alcune parti dei testi presentati dall’opposizione, possibilità che invece non è prevista dal regolamento del Senato.
Le opposizioni, tuttavia, hanno criticato la posizione della premier, giudicandola ambigua sulla guerra e accusandola di essersi presentata in Parlamento con ritardo, dodici giorni dopo l’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Meloni ha dichiarato di non condividere l’attacco e ha ribadito che l’Italia non prenderà parte all’intervento militare statunitense e israeliano contro l’Iran.
La presidente del Consiglio non ha però fornito indicazioni precise sull’eventuale utilizzo delle basi militari americane presenti in Italia. Secondo Meloni, una decisione in merito potrà essere valutata solo nel momento in cui dovesse arrivare una richiesta formale, sottolineando che il contesto internazionale potrebbe cambiare rapidamente. In ogni caso, l’eventuale autorizzazione dovrebbe passare dal Parlamento.
In una nota diffusa successivamente, Meloni ha replicato alle dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, affermando che il suo invito al dialogo era sincero e pubblico. La premier ha denunciato toni offensivi da parte di alcuni esponenti dell’opposizione, sostenendo che le accuse e gli attacchi personali non favoriscono un confronto costruttivo.
Meloni ha inoltre ribadito che il governo resta disponibile a un coordinamento con le opposizioni sulla gestione della crisi internazionale. Se le forze di minoranza intendono collaborare, ha dichiarato, l’esecutivo è pronto ad aprire un tavolo di confronto nell’interesse del Paese.
Dal canto suo, Schlein ha respinto le accuse sostenendo che l’opposizione è disponibile al dialogo. Intervenendo a SkyTg24, la leader del Partito Democratico ha affermato che il suo partito è sempre stato pronto al confronto, ma ha invitato la premier ad abbassare i toni e a fornire posizioni più chiare sulla crisi.
Schlein ha inoltre criticato il testo proposto dal governo, sostenendo che non contiene una richiesta esplicita agli Stati Uniti e a Israele di fermare l’escalation militare. La segretaria del PD ha poi sollevato il tema dell’uso delle basi militari italiane, chiedendo al governo di escludere fin da ora qualsiasi supporto ad azioni militari che, a suo giudizio, sarebbero fuori dal diritto internazionale.
Fonte: Fanpage.it