Salvini e la Meloni asfaltati dalla sinistra. Hanno perso ovunque

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2 mesi fa - 5 Ottobre 2021

Di fronte ai primi risultati delle amministrative non incoraggianti per il centrodestra, per Giorgia Meloni “la partita è ancora aperta e la più importante è Roma. Mentre il M5S è scomparso: è una buona notizia, si torna a un sistema bipolare”, dice dalla sede del partito nella Capitale, la leader di Fratelli d’Italia, ultima a commentare il voto. “Credo che non si possa trattare in modo superficiale il dato sull’astensionismo: quando si vota in città importanti e c’è un astensionismo intorno al 50% non è una crisi della politica ma della democrazia”. E poi l’affondo: “FdI è il primo partito della Capitale e ha avuto un ruolo fondamentale nella determinazione del candidato sindaco e mi pare di poter dire che un centrodestra a trazione FdI è molto competitivo”. E poi si rivolge al segretario dem: “Se Letta e Pd sono coerenti e così sicuri della loro capacità e possibilità, lancio la sfida al segretario del Pd: FdI è disponibile a votare Draghi alla presidenza della Repubblica a patto che si vada a votare subito”.

Il leader della Lega Matteo Salvini fa autocritica: “Sono abituato a metterci la faccia, sempre e comunque, senza dare colpe. In alcune città siamo arrivati a scegliere troppo tardi i candidati da opporre al centrosinistra. Abbiamo offerto ai milanesi, ai bolognesi o ai napoletani troppo poco tempo per conoscere i candidati. Siamo arrivati tardi, anche se abbiamo scelto i migliori – afferma – Potrei dire che abbiamo il 70% a Novara o che stiamo vincendo a Latina, dove governava il centrosinistra, ma non me ne viene niente. Nelle grandi città abbiamo perso, e sonoramente. Non per colpa dei candidati, degli alleati o degli elettori. Sulle candidature bisognerà muoversi prima”.

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