DIS CONNECT
Sei pronto a disconnetterti davvero?
martedì 10 febbraio 2026 | 10.30
Aula Magna università Parthenope
via Acton,38
Esiste una vita oltre TikTok? E’ paragonabile a un’abbuffata l’uso dei social. Da opportunità l’epoca della tecnologia si sta trasformando in un boomerang per le nuove generazioni. Un think tank per la disconnessione digitale non può che partire da Napoli, città più giovane d’Italia, tra i poli digitali più vitali del Sud Europa, con un’elevata produzione di contenuti visivi, engagement continuo e una forte identità social a livello internazionale. Con Palermo e Catania, Napoli è la città dove vivono più Neet, Not in Education, Employment or Training, ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non si formano a nessuna professione. Nell’area metropolitana di Napoli il tasso di dispersione scolastica rimane altissimo, soprattutto alle scuole superiori.
Da Napoli, dunque, una proposta reale per l’uso consapevole dei social, per trasformarli in occasione di arricchimento culturale e studio, grazie al supporto di esperti, artisti, influencer e docenti.
Nell’area metropolitana di Napoli su tre milioni di abitanti sono 2,6 milioni gli smartphone. 800mila solo nella città. #Napoli è il terzo hashtag cittadino più usato in Italia, dopo Milano e Roma.
Il rapporto tra bambini e digitale è sempre più stretto. Secondo Save The Children circa un bambino su 3, tra i 6 e i 10 anni, usa lo smartphone tutti i giorni. Il 62,3% dei preadolescenti ha almeno un account social. Senza demonizzare smartphone e piattaforme bisogna ragionare su come introdurli nella vita dei ragazzi: l’uso delle tecnologie cambia il modo di organizzare la conoscenza dei bambini, lo sviluppo del linguaggio, la capacità di alfabetizzazione, di concentrazione e di lettura, aumenta i casi di dislessia e genera problemi cognitivi. Ma ricordiamoci che significa téchne arte, saper fare, perizia, competenza. I social e l’uso ossessivo del web invece di essere la nuova dipendenza del nostro secolo possono essere una grande chance di approfondimento e crescita. Dipende, appunto, dall’uso che se ne fa. Scroll infinito, binge watching e challange distruttive non hanno modificato solo il modo di stare insieme delle comunità, di incontrarsi ma si stanno trasformando in una patologia. E una fuga dalla realtà. Colpiti anche gli adulti, ma soprattutto gli adolescenti sui quali le piattaforme e l’uso smodato del digitale provoca disturbi del sonno e della vista, aumento di stress, ansia e irritabilità, alterazioni cerebrali e compromissione della concentrazione e dell’autocontrollo, cutting e allontanamento dalla realtà. Secondo il MiMit – Ministero delle imprese e del Made in Italy 94% dei minori tra gli 8 e 16 anni utilizza uno smartphone, sette ragazzi su dieci tra gli 8 e i 10 anni usano regolarmente i social e le piattaforme streaming. Quattro su dieci raccontano esperienze negative. Qual è il rapporto tra téchne e psiche?
Gli esperti parlano di self escape che genera una tendenza a distrarsi continuamente per evitare emozioni negative, pensieri dolorosi e riempire il senso di vuoto. Il neuroscienziato Judson Brewer spiega che il binge watching e lo scroll compulsivo attivano il circuito della dopamina che ti dà un sollievo immediato ma momentaneo. In realtà più eviti ciò che vuoi, i reali desideri e più aumenta l’ansia e la disconnessione da se stesso.
Dal nostro confronto pubblico con ragazze e ragazzi, artisti, esperti, pedagogisti, neuropsichiatri, influencer e docenti vogliamo tracciare la strada per resistere a questa “epidemia” contemporanea, traendo il meglio dal web. Un modo per iniziare percorso artistico ed educativo nelle scuole e nelle università e invitare i ragazzi a mettere in tasca il cellulare per qualche ora e intessere legami autentici, reali. Avvieremo laboratori artistici, audiovisivi e teatrali, mindfulness, realizzeremo video collettivi con al centro messaggi sociali. Promuoveremo la lettura collettiva di classici della fiaba e della letteratura, ma anche storie di supereroi e fantascienza, ascolto consapevole della musica, Silent Reading Party e Silent disco. Costruiremo un pezzo di strada insieme dove bambini, ragazzi e famiglie abbiano gli strumenti per arginare la solitudine moderna, senza demonizzare smartphone e social.