Un orrore senza fine avvolge la memoria di Pamela Genini, la ventinovenne uccisa dall’ex nell’ottobre 2025. La sua tomba, nel cimitero di Strozza, è stata profanata con una precisione chirurgica: i ladri hanno estratto il feretro, scoperchiato il rivestimento in zinco e asportato esclusivamente la testa. In particolare, gli autori del macabro gesto hanno utilizzato strumenti specifici per creare uno “sportello” all’altezza del capo, richiudendo poi tutto con cura e sigillando la bara con il silicone per non destare sospetti.
Secondo le indagini, a tradire i profanatori sono state due viti mancanti, notate dagli operai del cimitero durante un programmato spostamento della salma il 23 marzo scorso. Tuttavia, il movente resta un mistero fittissimo. Infatti, gli inquirenti della Procura di Bergamo seguono due piste principali: quella di una setta di “collezionisti di morte” legati al dark web e quella, suggerita dall’ex fidanzato della vittima, di una brutale intimidazione legata a un presunto giro di riciclaggio in cui la ragazza sarebbe stata coinvolta.
Di conseguenza, l’area è stata posta sotto sequestro e si attendono gli esiti dell’autopsia sul resto del corpo, prevista per domani 3 aprile 2026. Inoltre, i Carabinieri stanno setacciando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per identificare il commando che ha agito indisturbato nel cimitero. In conclusione, mentre la famiglia vive un secondo, atroce trauma, gli investigatori cercano di capire se dietro il furto del cranio si nasconda un feticismo deviato o il tentativo di mettere a tacere chi sa troppo.
fonte: fanpage.it