Roberto Saviano contro Alberto Angela: “Usare le bellezze di Napoli per non raccontare ciò che accade è malafede”

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3 settimane fa - 8 Gennaio 2022

Roberto Saviano critica aspramente Alberto Angela: “Usare le bellezze di Napoli per non raccontare ciò che accade è malafede”

Roberto Saviano critica duramente Alberto Angela per avere offerto una visione troppo idilliaca di Napoli nella sua trasmissione Stanotte a Napoli. Saviano sostiene che questa visione non rispecchia la realtà della città, che è piena di mali che non vengono raccontati. Saviano accusa Angela di malafede, perché, pur essendo consapevole delle ombre che oscurano Napoli,

non ha voluto parlarne nella trasmissione. Saviano critica se stesso perché, pur avendo scritto un libro (Gomorra) sulla realtà della città partenopea, non si è mai occupato dei suoi lati luminosi.

Roberto Saviano nell’articolo pubblicato per il Corriere della Sera scrive: “Io provo un sincero dolore quando leggo commenti sulle sfavillanti bellezze di Napoli contrapposte all’oscurità di Gomorra, perché chi ha occhi per vedere sa bene che le bellezze di Napoli non sono sfavillanti, ma piene di crepe e cicatrici, e che la città è

costantemente oltraggiata da agguati che avvegono tra i suoi abitanti, mettendone seriamente a rischio l’incolumità.

L’autore si collega all’uccisione, avvenuta il 23 dicembre scorso, del boss di Fuorigrotta Vitale Troncone per affermare che “Davanti a tutto ciò, usare le bellezze di Napoli per delegittimare il racconto di ciò che accade non è indice di ignoranza o superficialità, ma di cattiva fede“.

Saviano cerca di dare anche un taglio di denuncia al proprio articolo tentando di uscire dalla (forse) delusione di una Napoli che viene mostrata con un po’ di luci, e non come in Gomorra in cui l’unica via di uscita è la morte. Secondo lo scrittore, raccontarne le luci equivarrebbe a nascondere le difficoltà ataviche, bellezze di Napoli vanno protette e riempite di diritti e

opportunità, o saranno solo l’ennesimo strumento nelle mani dell’oppressore. Non è chiaro chi sia l’oppressore, ma sembra che Saviano pensi che ci sia un disegno della camorra dietro la puntata di Alberto Angela.

La Napoli raccontata da Alberto Angela esiste, ma non per merito nostro. Sta lì e resiste in un sud che arranca perennemente in affanno. Certo, quella Napoli meravigliosa può essere balsamo: ma per chi mi domando? Per chi èuò affacciarsi ai terrazzi dei piani alti, perchè chi sta sotto non gode di nessun panorama

e vive un una città meravigliosa che però ha poco da offrire, anche in termini di diritti, se siamo d’accorso nel considerare lavoro e istruzione dei diritti. Poi, per carità, possiamo anche decidere che non lo siano e ritenerli semplicemente concessioni.

Roberto Saviano la prende sul personale, a tutti i costi i problemi di Napoli devono essere sbandierati sempre, come se non ci fosse nient’altro che questo, come se non ci fosse storia o bellezza per chi sta ai piani bassi: quella di Alberto Angela voleva essere una semplice divulgazione di bellezza oggettiva e storica di una città molto antica, ma forse per Roberto Saviano i

problemi che attanagliano Napoli sono gli unici ad aver il diritto e il dovere di essere trasmessi.

Scopriamo cosa c’è da sapere sullo scrittore di Gomorra, Roberto Saviano: la vita dopo l’uscita del best seller, alcune curiosità e la sua famiglia.

Nato a Napoli il 22 settembre 1979, sotto il segno della Vergine, Roberto Saviano è l’autore del best seller Gomorra, suo romanzo d’esordio e reportage inerente la Camorra e la Criminalità organizzata, di ZeroZeroZero, diventato una serie tv, di La paranza dei bambini, diventato un film, e Bacio feroce. Dall’uscita del suo primo libro vive sotto scorta. Dal 2006. Scopriamo insieme alcune curiosità su di lui.

Roberto Saviano: 8 curiosità sullo scrittore

– Della sua vita sotto scorta una delle cose che ha rimpianto di più e di non aver potuto più festeggiare da allora i propri compleanni, cosa che prima del 2006 detestava fare.

– All’estero gli è capitato di andare in giro da solo sotto falsa identità, e indossando alcuni camuffamenti.

– Roberto Saviano ha avuto la possibilità di conoscere Bono Vox degli U2, nel corso del grande concerto a Roma nel 2010, che gli ha dedicato la loro famosa canzone Sunday Bloody Sunday.

– Anche la sua famiglia è costretta come lui a vivere sotto scorta, e a Radio Due lo scrittore ha raccontato: “Quando penso ai miei genitori, il primo sentimento è sempre il senso di colpa: devono nascondersi e subire lo sfottò.”

– Ha sempre avuto un rapporto conflittuale con Matteo Salvini, definendolo “Ministro della Mala Vita”. Allo stesso modo il leader della Lega lo ha sempre attaccato, minacciando di “levargli la scorta”.

– È cittadino onorario della città di Firenze e di Milano; ha anche un asteroide che porta il suo nome, 278447 Saviano.

A 10 anni dall’inizio della sua vita sotto la protezione di una scorta, ha raccontato in un’intima intervista a La Repubblica“Fare una sintesi di questi anni è difficilissimo, le prime parole che mi sento di spendere sono tutte di gratitudine per i carabinieri che mi hanno scortato ogni giorno, così come per gli ufficiali che li hanno coordinati. Ho vissuto con i carabinieri gran parte del tempo. Ho visto il loro impegno, i sacrifici, le attenzioni, che in questo momento vorrei omaggiare.

Sono diventati per me una famiglia, spesso le loro caserme mi hanno accolto. Il tempo dello sconforto arriva quando ti accorgi che tutto viene percepito come normale. Dopo il mio caso, in Italia è esplosa una quantità di richieste di protezione a giornalisti e attivisti, e tutto è sembrato normale, ordinario, scontato. La verità è che non avevo idea di ciò che mi aspettasse. Potevo immaginare una vendetta ma non le spire di un Paese talmente immerso in una cultura del ricatto che diventa consustanziale alla strategia dei clan”.

– All’estero gli è capitato di andare in giro da solo sotto falsa identità, e indossando alcuni camuffamenti.

– Roberto Saviano ha avuto la possibilità di conoscere Bono Vox degli U2, nel corso del grande concerto a Roma nel 2010, che gli ha dedicato la loro famosa canzone Sunday Bloody Sunday.

– Anche la sua famiglia è costretta come lui a vivere sotto scorta, e a Radio Due lo scrittore ha raccontato: “Quando penso ai miei genitori, il primo sentimento è sempre il senso di colpa: devono nascondersi e subire lo sfottò.”

– Ha sempre avuto un rapporto conflittuale con Matteo Salvini, definendolo “Ministro della Mala Vita”. Allo stesso modo il leader della Lega lo ha sempre attaccato, minacciando di “levargli la scorta”.

– È cittadino onorario della città di Firenze e di Milano; ha anche un asteroide che porta il suo nome, 278447 Saviano.

A 10 anni dall’inizio della sua vita sotto la protezione di una scorta, ha raccontato in un’intima intervista a La Repubblica“Fare una sintesi di questi anni è difficilissimo, le prime parole che mi sento di spendere sono tutte di gratitudine per i carabinieri che mi hanno scortato ogni giorno, così come per gli ufficiali che li hanno coordinati. Ho vissuto con i carabinieri gran parte del tempo. Ho visto il loro impegno, i sacrifici, le attenzioni, che in questo momento vorrei omaggiare.

Sono diventati per me una famiglia, spesso le loro caserme mi hanno accolto. Il tempo dello sconforto arriva quando ti accorgi che tutto viene percepito come normale. Dopo il mio caso, in Italia è esplosa una quantità d

Roberto Saviano contro Alberto Angela: “Usare le bellezze di Napoli per non raccontare ciò che accade è malafede”
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