Un evento drammatico scuote oggi il Comune di Paola. Martedì 17 febbraio, qualcuno ha scoperto un cadavere sulla spiaggia. Il corpo giaceva in avanzato stato di decomposizione. Questo macabro ritrovamento è avvenuto lungo la costa del Tirreno cosentino. Immediatamente, la notizia ha allarmato la comunità locale.
Di conseguenza, la macchina dei soccorsi si è attivata subito dopo la scoperta. Le forze dell’ordine hanno raggiunto velocemente il luogo del ritrovamento. In particolare, gli agenti della Polizia locale sono arrivati sulla spiaggia. Successivamente, anche la Polizia di Stato ha inviato i suoi uomini. Inoltre, il personale della Capitaneria di Porto ha offerto il proprio supporto operativo per effettuare i primi rilievi.
Quindi, gli inquirenti hanno informato tempestivamente la Procura della Repubblica di Paola. Parallelamente, le autorità hanno allertato il medico legale. Il dottore dovrà esaminare attentamente i resti. Il suo compito consiste nel tentare di risalire all’identità della vittima. Purtroppo, nessuno ha ancora accertato il sesso del cadavere. Al momento, non sappiamo se appartenga a un uomo o a una donna e le autorità non diffondono altre notizie.
Tuttavia, i quotidiani locali riportano un dato decisamente inquietante. Infatti, questo caso rappresenta il terzo ritrovamento simile in pochissimo tempo. Per la precisione, il mare ha restituito tre corpi nel giro di soli 10 giorni. Tutti questi eventi riguardano le spiagge dell’area tirrenica della provincia di Cosenza.
Per analizzare la sequenza, dobbiamo guardare al primo episodio. Il fatto risale a domenica 8 febbraio. Quel giorno, qualcuno trovò un primo cadavere a Scalea, sull’Alto Tirreno. Probabilmente, quei resti appartengono a una donna. Ciononostante, bisogna attendere ancora gli esiti degli esami medico-legali per avere conferme ufficiali.
Successivamente, soltanto quattro giorni dopo, è avvenuto il secondo ritrovamento ad Amantea. Alcuni passanti hanno notato il corpo sull’arenile. Queste persone si trovavano lì per guardare il mare in tempesta. Prontamente, i testimoni hanno allertato la Capitaneria di Porto. Anche in quella circostanza, il cadavere risultava irriconoscibile e la Procura ricevette subito la segnalazione.
Ora, emerge una specifica ipotesi investigativa. Gli inquirenti non escludono affatto che si tratti di migranti. Forse queste vittime viaggiavano su un’imbarcazione naufragata. Il disastro potrebbe essere avvenuto lontano dalla Calabria. In seguito, le correnti marine avrebbero trasportato i corpi per chilometri. Inoltre, le forti mareggiate avrebbero spinto i resti fino alle coste cosentine.
Infine, le indagini proseguono senza sosta. Gli investigatori lavorano per stabilire la verità. Cercano adesso un nesso concreto tra i tre corpi ritrovati. Devono capire se esiste un collegamento diretto tra questi drammi. Si attendono sviluppi per chiarire questa tragica scia di morte.
Fonte: Fanpage