La maggioranza prepara la legge di bilancio 2027. Questa manovra precede le elezioni politiche del prossimo anno. Pertanto, ogni forza politica cerca il consenso del proprio elettorato. Tutti i partiti condividono però un obiettivo comune. Infatti, le forze di governo vogliono portare l’Irpef al 33% per i redditi fino a 60 mila euro.
Allo stesso tempo, i singoli partiti avanzano proposte differenti sulle tasse. Da un lato, Forza Italia chiede la detassazione totale delle tredicesime. Dall’altro lato, Fratelli d’Italia propone un piano più cauto. Il partito di maggioranza ipotizza un’aliquota al 15% per chi guadagna fino a 15 mila euro.
Nel frattempo, la Lega rilancia il tema della previdenza. In particolare, il sottosegretario Durigon ha parlato dal Meeting di Rimini. L’esponente leghista giudica inaccettabile l’obbligo di lavorare fino a 67 anni mentre le aziende adottano l’intelligenza artificiale. Di conseguenza, il partito studia un’uscita flessibile dal lavoro a 64 anni con piena libertà di scelta.
In passato, il governo Meloni prometteva il superamento della legge Fornero. L’esecutivo ha poi disatteso questo impegno. Così, la normativa prevede ancora 67 anni di età e 20 anni di contributi. Inoltre, l’aspettativa di vita aumenta i requisiti di un mese dal 2027 e di tre mesi dal 2028. Tuttavia, la proposta della Lega renderebbe inutile il blocco di questi incrementi.
Chi sceglierà l’uscita a 64 anni accetterà integralmente il sistema contributivo. Questo metodo calcola l’assegno in base ai versamenti effettivi della carriera, proprio come accade per chi lavora dal 1996. Inoltre, Durigon intende detassare gli aumenti contrattuali e potenziare il welfare aziendale per efficientare le imprese.
D’altra parte, il presidente dell’Inps Fava evita prese di posizione sui conti. L’istituto applicherà semplicemente le decisioni del legislatore. Intanto, la ministra del Lavoro Calderone accoglie l’idea di un terzo pilastro previdenziale per i nuovi nati. Fava vuole gestire subito questo fondo a capitalizzazione, sebbene il governo resti ancora agli annunci.
Infine, la manovra richiede risorse certe. La Lega affronta apertamente il nodo delle coperture economiche. Salvini ricorda la facilità di promettere tagli fiscali e aumenti di spesa. Quindi, il leader leghista chiede un contributo concreto alle grandi banche, risparmiando però casse rurali e crediti cooperativi.
Nello specifico, la Lega punta sulla differenza tra interessi attivi e passivi degli istituti. La Spagna offre il modello di riferimento per questa misura. Di conseguenza, una tassazione del 5% su circa 40-42 miliardi di profitti bancari garantirebbe allo Stato 2 miliardi all’anno.
Fonte: Fanpage