Renato Novara, doppiatore e attore: super voce di tanti cartoni animati

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1 mese fa - 24 Ottobre 2021

Con la sua voce è il protagonista di tanti anime e cartoni animati di successo: è infatti Luffy, il re dei pirati, in One Piece, ma è anche Tanjiro di Demon Slayer ed Edward Elric di Fullmetal Alchemist. Parliamo del doppiatore e attore Renato Novara, che si è raccontato in questa intervista dove ci ha svelato tutti i segreti del suo mestiere.

Renato, hai doppiato tantissimi cartoni animati. Sicuramente sono differenti da doppiare rispetto ad un film o ad una serie tv, no? Un cartone non ha neanche tante espressioni facciali, magari a differenza di un attore.

“Ultimamente, a dire il vero, anche i cartoni animati hanno tante espressioni. La difficoltà è un’altra: mentre un attore in carne e ossa ha i tempi umani per cambiare espressioni, nei cartoni questi sono repentini e beccarli è difficilissimo. Magari passano dal nulla ad una risata colossale e urlata pazzesca. Urlano come dei pazzi e devi beccare delle note senza sfondare il microfono. Nel caso mio, in particolare, si aggiunge il fatto che molti dei personaggi che ho doppiato, come fascia d’età e tipo di protagonisti, in originale sono doppiati da delle donne. In Giappone, spesso, l’eroe è effeminato e, per loro, mettere una voce femminile è una cosa bellissima. Luffy in One Piece è doppiato da una donna, così come Edward in Fullmetal Alchemist. Al contrario, quando doppio un essere umano, tendenzialmente, ha una voce, un renge di suoni simile al mio. Questa è quindi una delle difficoltà degli anime. Sono poi molto difficili i ritmi, con tempi comici e drammatici esasperati. E’ tutto molto di più nei cartoni animati, nel bene e nel male. La cosa bella è però un’altra, dal mio punto di vista…”

Spieghiamola, allora.

“I cartoni che ho doppiato io sono molto eroici. Passano da questo eroismo pazzesco alla follia totale. Mi diverto un sacco perché, magari, nella stessa giornata, nello stesso turno, attacco prima un nemico e poi rido come un pazzo”.

Con quali personaggi, tra i tanti che hai doppiato, vieni maggiormente identificato?

“Nel mondo degli anime, sicuramente, Luffy di One Peace, i cui nuovi episodi sono incominciati, dallo scorso 20 ottobre, su Italia2. C’è poi Tanjiro di Demon Slayer ed Edward Elric di Fullmetal Alchemist. Questi sono i tre personaggi, credo, più amati e in cui mi riconoscono maggiormente. Sono sicuramente anche tra gli anime più seguiti. In tanti poi mi chiedono di Yu-Gi-Oh! e di altri cartoni. Sono quelli dove ho più richieste di audio sui social. Ogni giorno c’è qualcuno che mi chiede di fargli la voce e di salutarmi come un personaggio. Per questo, ogni tanto organizzo dei contest, delle dirette, dove faccio questi audio. Così mi viene senz’altro più facile”.

In Italia, così come nel resto del mondo, gli anime stanno prendendo sempre più spazio. E’ un genere che sta piacendo sempre di più, no?

“Sì, soprattutto stanno piacendo in un modo diverso. Quando ero piccolo io, negli anni ’80 e ’90, erano un prodotto che veniva importato per una fruizione prettamente italiana. Gli adattamenti erano improntati all’Italia, con i nomi spesso modificati e messi all’italiana. Si importava un prodotto per renderlo nostro, italiano. Da lì c’è stata però una ribellione degli otaku, che invece volevano che i prodotti rispettassero la cultura giapponese. Per questo, anche da noi adesso ne importano molti di più, rispetto a una volta, e si rispettano tendenzialmente l’adattamento e i nomi originali. Prima magari c’erano meno cartoni ma conosciuti un po’ da tutti, mentre adesso ce ne sono di più e non tutti li conoscono. Tranne ovviamente gli appassionati di anime, che li conoscono. Inoltre, c’è molta più attenzione alla cultura giapponese, trasposta ovviamente nel linguaggio italiano”.

E da questo interesse nascono anche le varie fiere per gli appassionati del genere…

“Esattamente. Sono nate tantissime fiere, che una volta non c’erano. Al di là del Lucca Comics, che è la più grossa, ce ne sono altre più piccole. Tutte nate per festeggiare e stare insieme. La cosa bella di queste fiere, che mi colpisce sempre molto, è il fatto che i ragazzi che partecipano, i cosplayer e così via, sono molto legati tra di loro. Sembra quasi una festa tra amici. Nelle altre fiere, di qualsiasi tipo, la gente non si guarda nemmeno in faccia: va lì, fa ciò che deve e poi ritorna a casa. Lì, al contrario, fanno i gruppi, si riconoscono, si salutano. E’ tutto davvero molto bello”.

Visto che doppi tanti anime e cartoni animati, il pubblico che ti segue è sicuramente molto giovane.

“Sì. Ci sono tantissimi giovani. Molti di loro nascono come fan del cartone, ma poi mi chiedono informazioni sul mio lavoro. Prendendo spunto da questo amore per gli anime, capita che mi chiedano se da grandi anche loro possono fare ciò che faccio io. In passato, invece era molto difficile che alla domanda cosa vuoi fare da grande qualcuno rispondesse di voler fare il doppiatore, perché nemmeno si era a conoscenza della sua esistenza. Adesso, invece, si interessano agli studi che ho fatto perché valutano la possibilità di doppiare anche loro. Tra questi, ovviamente, ce ne sono altri che si limitano a farmi i complimenti per avere l’audio. Alcuni mi chiamano poi con il nome del personaggio che conoscono. Se ci pensi, alla fine, l’unico contatto che hanno con un personaggio è il doppiatore. Non si può scrivere davvero a Luffy perché non esiste. L’unico modo di parlare con lui è dunque rivolgersi a chi gli dà la voce”.

Diciamo che con l’espansione dei social state avendo maggiore attenzione anche voi doppiatori. Prima eravate solo una voce, mentre adesso avete pure un volto.

“E’ vero. Una volta non si sapeva che faccia avessimo. O meglio, io non sapevo che faccia avessero quelli che facevano i doppiatori prima di me. Tolti i primi anni, da un certo punto in poi eravamo tutti sui social e quindi le generazioni nuove di doppiatori si sa che faccia hanno. Mi è quindi capitato, qualche volta, per strada di sentirmi fissare, con delle persone che mi chiedevano se fossi proprio io. E questo fa molto piacere, non posso dire il contrario”.

Beh, immagino. Anche perché dietro a un doppiatore c’è tanto studio: dalla recitazione alla dizione e così via.

“Assolutamente. Anche se le ultimissime generazioni hanno fatto un corso di doppiaggio già diverso da quello che ho fatto io. Quando ho fatto il corso si doveva per forza, prima di accedere al doppiaggio, fare dizione e teatro. Adesso, vuoi per fretta o per batter cassa, alcuni fanno il corso di doppiaggio direttamente. Quelli che sono portati e bravi imparano comunque, altri no perché avrebbero bisogno di un percorso più lungo. Sicuramente, io sono nato come attore. Ho fatto teatro e poi mi ha assorbito il doppiaggio. Una lunga gavetta perché in questa professione non ci si improvvisa”.

Ti piacerebbe fare il salto e passare di nuovo di fronte alla telecamera?

“Certamente. E sto già lavorando per questo”.

Restando al doppiaggio, sei anche la voce ufficiale del Canale Super! da diverso tempo…

“Sì, sono molto orgoglioso per questo. Ho postato anche vari video sui social dove sono intento a doppiare per il canale. Ho iniziato a metterli su suggerimento di un ragazzo, che segue l’aspetto dei miei social, ed il primo video ha fatto 2 milioni e mezzo di visualizzazioni. La gente mi scriveva che ero la sua infanzia, che mi sentiva da tanto tempo. Ed ho capito che facevo a loro lo stesso effetto che dava a me la voce di Ok, il prezzo è giusto. Per loro aveva l’effetto amarcord. Commentavano nel video sia il promo, sia i prodotti che andavano su Super. Un effetto nostalgia pazzesco”.

Ci sono dei progetti futuri di cui puoi parlarci?

“A novembre parteciperò a La Voce Artistica, che è un convegno internazionale della voce diretto da Franco Fussi. Parlerò della voce nei cartoni animati e negli anime. Sono stato invitato per parlare di questo. Arriveranno lì artisti e medici da tutto il mondo. Così unirò il mio lavoro alla mia passione in questa esperienza che mi rende davvero molto orgoglioso”.

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