Regionali Campania, Caldoro presenta la sua candidatura: centrodestra unito, De Luca mente su Mondragone

2 settimane fa
30 Giugno 2020
di stefano albamonte
Regionali Campania, Caldoro presenta la sua candidatura: centrodestra unito, De Luca mente su Mondragone

Oggi l’ex governatore della Campania, Stefano Caldoro, ha presentato (per la terza volta) la sua candidatura per la carica di presidente della Regione Campania. Una presentazione in pompa magna, davanti a tantissimi giornalisti e tutti i dirigenti delle forze politiche, in primis i coordinatori regionali di Forza Italia (De Siano), Lega (Molteni) e Fratelli d’Italia (Iannone), che lo accompagneranno in questa campagna elettorale, in vista delle elezioni del prossimo settembre.

Sulla prima grafica elettorale proiettata durante la conferenza stampa di presentazione della sua candidatura, compaiono i simboli di sette partiti sotto al nome di Stefano Caldoro. Oltre a Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ci sono i simboli di Noi con l’Italia, Cambiamo, Udc e Alleanza di Centro. “Apriremo anche ad altre liste tematiche oltre a una lista del presidente che costruiremo insieme. Intanto, qui trovate i simboli della nostra coalizione in parlamento, un’alleanza che vincerà anche la prossima battaglia nazionale”, ha assicurato Caldoro.

“Ho fatto tante battaglie – ha detto Caldoro, candidato per la terza volta consecutiva alla presidenza della Regione – ma questa è la più bella e la più difficile. Noi ci crediamo e rilanceremo colpo su colpo”. Caldoro non dimentica la sconfitta di cinque anni fa “determinata – ha spiegato – dal tradimento avvenuto la notte prima delle elezioni: nel 2015 avremmo vinto se quella notte a Marano, in una casa privata, De Luca e De Mita non avessero stretto un accordo di potere sulle nome delle aziende sanitarie. Quel patto gli ha portato 60mila voti determinando la vittoria”.

Oggi Caldoro, dunque, ha lanciato il guanto di sfida a De Luca per Palazzo Santa Lucia, presentando la sua proposta per le Regionali 2020. La corsa è in salita perché negli ultimi mesi l’attuale presidente della Regione Campania è risalito nei sondaggi elettorali e nelle classifiche nazionali, portandolo a rivestire un’immagine nazionale e considerando un po’ da tutti, uno dei primi tre governatori che meglio hanno gestito l’emergenza Covid-19. Ma Caldoro non ci sta a partire sconfitto, prima di iniziare la battaglia: “Sul risultato elettorale siamo fiduciosi. Ho fatto tante battaglie e questa per alcuni versi è la più difficile e la più bella”.

Una sfida difficile, tesa sì a vincere le elezioni o quantomeno a dimezzare lo svantaggio col governatore uscente. E per far sì che ciò si possa verificare, Caldoro sostiene l’unità della coalizione, messa a dura prova, dopo gli attacchi della Lega ad alcuni rappresentanti di Forza Italia vedasi il capogruppo regionale, Armando Cesaro, che proprio ieri ha annunciato il suo “passo di lato”, per quanto riguarda le ‘liste pulite’. “Sulle liste pulite la nostra coalizione ha sempre avuto le idee chiarissime. Ma le regole le decidiamo noi. Ho qualche perplessità rispetto al fatto che i 5 Stelle possano definire regole fatte bene”.

Mentre era in corso l’incontro con la stampa, Cesaro ha pubblicato un post su Facebook con una foto che lo ritrae al mare e il testo: “Giornate impegnative per chi mantiene la distanza di sicurezza dai leghisti”. Una chiara risposta a Salvini che ha duramente criticato il padre Luigi, parlamentare di Forza Italia ed ex presidente della Provincia di Napoli, dopo le inchieste giudiziarie che hanno colpito la sua famiglia.

E su chi gli chiedeva se intendesse sottoscrivere il ‘Patto Liste Pulite’ proposto dalla candidata del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino, agli altri competitor, Caldoro è stato chiaro: “Raccolgo la sfida, ma con le nostre regole e rispettando il principio del garantismo”. Caldoro ha quindi suggerito di “andare a vedere cosa succede nel campo del centrosinistra. La coalizione non è composta da partiti, ma da formazioni che nascono sulla base di interessi”.

Sulla formazione delle liste, il leghista Molteni ha spiegato che “non ci sono stati veti” e che la formazione del Carroccio “è un panta rei. Sceglieremo per il meglio, rispettando principi e valori che sono nel nostro dna come il principio di legalità. Agli alleati dico che l’avversario sta fuori da questa stanza ed è Vincenzo De Luca”. Iannone (FdI) ha invece sottolineato che il partito di Giorgia Meloni “chiederà i certificati penali dei candidati e avrà la stessa metodologia di scelta per tutti i 50 candidati che ci saranno”.

Superato lo scoglio dell’unità della coalizione e delle liste, Caldoro passa all’attacco di De Luca, partendo dal focolaio di Mondragone. “La Regione ha nascosto la verità. Abbiamo scoperto ieri – ha ribadito – che ci erano stati nascosti 23 contagi perchè bisognava uscire sui giornali che non c’erano più contagi prima dell’arrivo di Salvini. Il tema è che qualcuno oggi non ha fatto i controlli e non dieci anni fa”.

“La favola – ha sottolineato – che a Mondragone erano spariti i contagi era una menzogna. Noi invece vogliamo fare una battaglia di trasparenza”. Per quanto concerne i tafferugli e le proteste contro Salvini e la Lega di ieri, Caldoro ha sottolineato come “davanti alla violenza usata da chi vuole impedire agli altri di parlare più che manifestare solidarietà a Salvini va difeso il principio e su questo noto che è venuta meno qualche voce”.

Ma gli attacchi a De Luca non si sono esauriti con il ‘caso’ Mondragone. Anzi. Dopo cinque anni all’opposizione, secondo il leader del centrodestra, il bilancio è chiaro: “Chi ha governato questa Regione negli ultimi 5 anni lo ha fatto male”. Per Caldoro, il governatore uscente Vincenzo De Luca, ha fallito sulla gestione dei rifiuti, della sanità “con le barelle – ha sottolineato – che si sono moltiplicate”, per aver reso la Campania “la Regione delle fritture di pesce e perché oggi ci sono presidenti di enti regionali che fanno le liste per De Luca”.

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