A oltre dieci anni dal sequestro e dall’uccisione di Giulio Regeni, arriva la prima sentenza di primo grado sul caso che ha scosso l’Italia e l’opinione pubblica internazionale. La Prima Corte d’Assise di Roma ha condannato a dieci anni tre agenti dei servizi segreti egiziani, mentre un quarto imputato è stato assolto.
La sentenza riguarda il sequestro del ricercatore italiano, avvenuto al Cairo il 25 gennaio 2016. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità dei tre imputati per il sequestro di persona, facendo invece cadere l’accusa di omicidio. Condannati Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi. Assolto, invece, Tareq Sabyr.
Per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, considerato dalla Procura l’uomo che avrebbe materialmente ucciso Regeni, l’accusa aveva chiesto l’ergastolo. La Corte, dopo una camera di consiglio durata circa otto ore, ha quindi emesso una decisione che rappresenta un primo punto fermo giudiziario sulla vicenda.
Giulio Regeni, 28 anni, era un ricercatore dell’Università di Cambridge e stava svolgendo una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio 2016, con evidenti segni di torture. Per anni le indagini sono state ostacolate dalla mancata collaborazione delle autorità egiziane.
«La parte sostanziale dell’impianto accusatorio ha retto», ha commentato il procuratore di Roma Francesco Lo Voi, sottolineando il lavoro svolto dalla Procura nonostante la collaborazione «non particolarmente proficua» delle autorità del Cairo. Per comprendere pienamente il ragionamento dei giudici sarà necessario attendere le motivazioni della sentenza.
Soddisfatti i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, presenti in aula. «Siamo soddisfatti», hanno detto dopo la lettura del verdetto. L’avvocata Alessandra Ballerini ha sottolineato che la decisione rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto dalla Procura e della fiducia riposta dalla famiglia nella giustizia italiana.
Fuori dal tribunale, centinaia di persone hanno accompagnato la giornata con magliette e striscioni gialli, simbolo della campagna per verità e giustizia per Giulio Regeni.
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