Referendum Giustizia, affluenza record: cosa dicono i sondaggisti

23 Marzo 2026 - 13:37

Referendum Giustizia, affluenza record: cosa dicono i sondaggisti

Alle ore 23 di domenica 22 marzo il Ministero dell’Interno ha comunicato i dati ufficiali sull’affluenza. In quel preciso momento la partecipazione al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati segnava il 46,07 per cento. Di conseguenza, quasi la metà degli aventi diritto ha già votato. Dunque, il primo giorno di votazioni mostra numeri davvero alti.

Infatti, questo grande afflusso supera decisamente tutte le aspettative iniziali. Gli ultimi sondaggi, pubblicati il 6 marzo prima del silenzio elettorale, indicavano numeri molto diversi. Queste ricerche prevedevano una partecipazione finale ferma al 48,3 per cento. Tuttavia, gli elettori hanno quasi raggiunto questa soglia solo durante la prima giornata.

Inoltre, gli italiani hanno ancora molto tempo a disposizione per votare. I seggi elettorali chiuderanno definitivamente alle ore 15 di lunedì 23 marzo. In origine, gli esperti pronosticavano una percentuale finale uguale alle ultime elezioni europee. I cittadini infatti avevano votato con numeri simili l’8 e il 9 giugno 2024.

Ora, invece, il grande flusso ai seggi cambia ogni previsione. Pertanto, la percentuale finale potrebbe toccare addirittura il 60 per cento. Di conseguenza, questo referendum si avvicinerebbe molto ai grandi risultati delle elezioni politiche dell’anno 2022. Sicuramente, la forte partecipazione degli elettori sta spingendo in alto i numeri.

Nel frattempo, la geografia del voto mostra differenze regionali importanti. Attualmente, l’Emilia-Romagna guida la classifica della partecipazione nazionale. In questo territorio quasi il 54 per cento degli aventi diritto ha già espresso la propria preferenza. Subito dopo troviamo la Toscana con un ottimo 52,5 per cento. Infine, la Lombardia si posiziona terza con il 51,8 per cento.

D’altra parte, il Sud Italia mostra numeri inferiori rispetto al Nord. Agli ultimi tre posti per affluenza troviamo infatti tre regioni meridionali. La Campania registra una partecipazione del 37,8 per cento. Seguono poi la Calabria con il 35,7 per cento. Chiude la classifica la Sicilia con il 34,9 per cento.

Di conseguenza, le statistiche evidenziano un forte divario nel Paese. Attualmente esistono quasi venti punti percentuali di differenza tra la prima e l’ultima regione in classifica. Oltre a ciò, questa votazione del 22 e 23 marzo rappresenta un traguardo storico. Questo voto costituisce infatti il quinto referendum costituzionale confermativo della storia repubblicana italiana.

Nei quattro precedenti referendum storici, i cittadini hanno distribuito equamente le vittorie. Il Sì ha trionfato due volte: nel 2001 sull’autonomia delle regioni e nel 2020 sul taglio dei parlamentari. Al contrario, il No ha vinto nel 2006 sul premierato e nel 2016 sulla riforma “Renzi-Boschi”. In tutte queste consultazioni referendarie, l’affluenza ha mostrato continui alti e bassi. Infatti, i votanti sono passati dal 34 per cento del 2001 al 65,5 per cento del 2016.

Fonte: Pagella Politica