“Quando Salerno era socialista”, una sfida a De Luca sulla stagione socialista di Salerno

24 Marzo 2026 - 21:25

“Quando Salerno era socialista”, una sfida a De Luca sulla stagione socialista di Salerno

Non è un libro nostalgico né un semplice racconto di memoria storica. “Quando Salerno era socialista” di Gaetano Amatruda, pubblicato da Francesco D’Amato editore, si presenta come un lavoro di rilettura politica consapevole: uno sguardo su una stagione – quella del socialismo salernitano – che viene utilizzata per interrogare l’oggi e immaginare il domani.
Al centro del racconto c’è la figura di Enzo Giordano, non solo come riferimento umano e politico, ma come punto di equilibrio di un’intera fase amministrativa e culturale che ha lasciato un segno profondo nella città. Amatruda lo utilizza come chiave interpretativa di un metodo: una politica radicata nei territori, capace di visione e orientata alla costruzione del futuro, non limitata alla gestione dell’esistente.
Il libro si sviluppa attorno a un’idea precisa: quella stagione non è un capitolo chiuso. Piuttosto, rappresenta una base su cui tornare a riflettere. L’autore insiste sul valore della rilettura storica, rifiutando tanto la nostalgia quanto la rimozione, e sostenendo che il futuro di Salerno non può prescindere dalla comprensione piena di quel passaggio.
In questo senso, il volume assume anche una dimensione politica attuale. Tra le righe emerge infatti un confronto implicito con l’esperienza di Vincenzo De Luca: Amatruda invita a riconoscere il “prima”, quel primo tempo incarnato da Giordano, come elemento essenziale per interpretare la trasformazione della città. Non uno scontro tra stagioni diverse, ma la richiesta di ricostruire una continuità che, secondo l’autore, è stata in parte messa in secondo piano.
Il tono è chiaro, il libro riapre un tema rimasto sospeso, mettendo in discussione alcune letture consolidate e sollecitando maggiore chiarezza.
Da qui si sviluppa il messaggio più attuale: il socialismo non viene proposto come memoria residuale, ma come cultura politica ancora attuale. Quella raccontata da Amatruda è una tradizione riformista, concreta, legata ai territori e lontana da derive ideologiche o giustizialiste.
A rafforzare questo impianto contribuisce la prefazione di Vincenzo Maraio, segretario nazionale socialista, che colloca il libro dentro un orizzonte più ampio: non una operazione identitaria, ma il tentativo di riaprire uno spazio politico e culturale oggi frammentato.
La presentazione del volume, in programma domani alle 17:30 al complesso monumentale di San Michele a Salerno, con la partecipazione di Maraio, Amatruda e Vincenzo De Luca, si preannuncia così come qualcosa di più di un appuntamento editoriale: un momento di confronto tra visioni diverse della stessa città e della sua storia.

  •