Cultura

Presentazione del libro “La città del cordoglio” di Frank Iodice alla Biblio-mediateca Ethos e Nomos di Napoli

Presentazione del libro “La città del cordoglio” di Frank Iodice alla Biblio-mediateca Ethos e Nomos di Napoli

Sarà presentato a Napoli, venerdì 18 dicembre alle 17.30 presso la Biblio-mediateca Ethos e Nomos di via Bernini, “La città del cordoglio” di Frank Iodice con interventi dello stesso autore, Clementina Gily, Franco Lista, Sergio Zazzera. Modera, Laura Bufano. Letture a cura di Franco Nappi. Canto e testo, Annamaria Bozza.

La città del cordoglio è un romanzo sul perdono. Tenta di risolvere l’antico dramma del perdono delle persone che amiamo. E investiga certe verità che fanno male e per questo tutti evitiamo. Anche se poi i libri servono un po’ a questo, a ricordarci i nostri doveri verso noi stessi. Il protagonista si chiama Ninetto Cordoglio, detto Ninù, nato e cresciuto nel Real Albergo dei Poveri, il Serraglio, negli Anni ’50. Quando era poco più di un bambino, Ninù, è stato violentato. Le conseguenze di questo episodio, sempre taciuto, lo perseguitano lungo i vicoli del centro antico. Nel suo vagabondare, si circonda di esclusi, di emarginati, si lascia coinvolgere in attività ai limiti dell’illegalità, e quando gli viene offerta una salvezza, la rifiuta. Sullo sfondo, una Napoli sfarinata, testimone di un perdono che arriva all’improvviso, come un’epifania, una presa di coscienza dei propri sbagli. La storia è costruita su due binari paralleli, l’infanzia e l’età adulta, la memoria e il presente. Ninù bambino, si salva dalla povertà perché è un privilegiato, figlio di uno dei custodi. Posizione che lo espone all’invidia degli altri bambini, un odio ereditario che noi napoletani ci portiamo un po’ dentro. E Ninù quindi appena può, fugge, lavora a bordo di navi cargo. Fino a quando riceve la notizia della morte di entrambi i genitori, abbandonati da diversi anni nel loro appartamento a Via Bologna, tra le bottiglie putride di vino e mosche. Ed è costretto a tornare a casa. In quel momento inizia la storia di Ninù adulto. Una storia di oppressione e di liberazione. Che è un po’ anche la storia di Napoli. Una Napoli qui rappresentata in maniera sfarinata, dietro una sorta di fuliggine più londinese che partenopea, ma per prestarsi alla storia di Ninetto… Una città che diventa testimone di un perdono che arriva all’improvviso, come un’epifania, una presa di coscienza dei propri sbagli, del male che ha fatto.
Dietro la storia di quest’uomo e della sua disgraziata esistenza, si cela quella più antica di un popolo di oppressi, di dimenticati, tutti privati simbolicamente di qualcosa: i denti, una gamba, la voce… Devoti ai santi e ai numeri, alla provvidenza e alla speranza… Napoli è una città che è ancora capace di provare sentimenti come la pietà, la compassione, l’empatia. E Ninù si fa interprete di questi sentimenti. Ma non solo. Questo antieroe, che beve, scappa, si macchia di vari delitti, ed eredita anche la capacità di saper fare del male, allo stesso tempo è l’interprete ideale anche di qualcos’altro, qualcosa di ancestrale, o comunque latente in ognuno di noi: il nostro bisogno disperato di amare e di essere amati.

NOTE BIOGRAFICHE

Frank Iodice (Napoli, 8 febbraio 1982) è scrittore e traduttore. A vent’anni è partito per gli Stati Uniti, dove ha svolto i lavori più disparati. Ha pubblicato romanzi e racconti, tradotti in diverse lingue. Ha fondato e dirige Articoli Liberi Rivista di culture e letterature. Attualmente vive ad Annecy (Francia) con la sua famiglia.

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