“Prendo un cornetto e torno”, le ultime parole di Fabio Ascione, 20enne ucciso per errore

8 Aprile 2026 - 13:10

“Prendo un cornetto e torno”, le ultime parole di Fabio Ascione, 20enne ucciso per errore

Fabio Ascione ha venti anni. Lavora regolarmente al bingo di Cercola. Termina il suo turno di lavoro nella notte tra il sei e il sette aprile. Dopodiché, il ragazzo inizia il suo viaggio verso casa. Sono circa le cinque del mattino. Perciò, prende il suo telefono. Chiama subito sua madre. Pronuncia parole rassicuranti. Dice alla donna che mangerà un cornetto. Poi promette che tornerà a casa entro pochi minuti. Purtroppo, Fabio non farà mai quel ritorno.

Prima di rincasare, il giovane effettua una sosta programmata. In particolare, il ragazzo visita il bar Lively. Questo locale sorge in via Carlo Miranda. Inoltre, la zona dell’agguato ha una storia specifica. Probabilmente, i criminali organizzano l’assalto tra le palazzine del “Parco di Topolino”. Un tempo, il clan Sarno controllava questo complesso di edilizia popolare. Infatti, il nome della zona deriva proprio da Carmine Sarno. Oggi, tuttavia, la situazione criminale mostra uno scenario completamente cambiato.

Attualmente, quel complesso residenziale rappresenta un punto nevralgico diverso. Secondo le indagini, questo luogo costituisce la roccaforte del clan De Micco. Proprio in questa zona, i killer preparano l’agguato mortale. All’improvviso, i criminali entrano in azione contro il ragazzo. Inizialmente, gli investigatori ipotizzano l’utilizzo di uno scooter da parte degli assassini. Successivamente, le indagini smentiscono questa prima teoria. Di conseguenza, le forze dell’ordine cambiano la ricostruzione dei fatti.

Le nuove indagini stabiliscono una dinamica differente. I sicari sparano i colpi di pistola dall’interno di un’automobile. Durante l’assalto armato, uno dei proiettili colpisce il bersaglio in modo letale. Nello specifico, il colpo d’arma da fuoco centra Fabio Ascione in pieno petto. A questo punto, la ricostruzione degli eventi perde alcuni dettagli fondamentali. Per esempio, le autorità ignorano l’identità del soccorritore. Qualcuno trasporta il ragazzo disperatamente in ospedale.

Una persona ignota porta Fabio al Pronto Soccorso. Questa struttura d’emergenza appartiene all’ospedale Villa Betania. Purtroppo, questa corsa disperata risulta completamente inutile. Nel frattempo, altre persone lanciano l’allarme ufficiale. Nello specifico, i clienti del bar Lively effettuano la chiamata. Alcuni avventori del locale sentono chiaramente i colpi dell’arma da fuoco. Quindi, questi testimoni chiamano immediatamente i carabinieri. Successivamente, i militari arrivano sulla scena del crimine.

I carabinieri prendono in carico le indagini. Come prassi, gli investigatori concentrano le loro attenzioni sulla vittima. Per questo motivo, i militari analizzano la figura di Fabio Ascione. Essi cercano possibili collegamenti tra il ragazzo e la criminalità organizzata. Gli agenti esaminano anche eventuali legami generici con la malavita. Tuttavia, le approfondite ricerche non producono alcun risultato in quella direzione. Pertanto, i carabinieri escludono il coinvolgimento criminale del ragazzo.

Gli inquirenti scoprono la totale estraneità del giovane agli ambienti illegali. Al contrario, Fabio lavora onestamente con un regolare contratto di assunzione. Inoltre, anche durante la sera dell’omicidio, il ragazzo completa il suo turno lavorativo. Oltre a ciò, i carabinieri controllano attentamente le sue frequentazioni abituali. Essi verificano meticolosamente anche il contesto familiare del ventenne. Alla fine, le forze dell’ordine non trovano assolutamente nessun riscontro sospetto.

Di conseguenza, le indagini considerano nuove piste investigative. Tra le varie ipotesi, un dettaglio rende questa vicenda ancora più terribile. Probabilmente, i killer scambiano Fabio Ascione per un’altra persona. Oppure, un’altra drammatica teoria prende forma nella mente degli investigatori. I criminali mirano a un altro obiettivo reale. In questo scenario, un proiettile destinato a quel bersaglio colpisce fatalmente l’innocente. Di conseguenza, il ventenne muore per un tragico errore.

Fonte: Fanpage