Cronaca

Ultim’ora Italia: Poliziotto di 35 anni torna a casa e si suicida. È una tragedia.

di  Redazione  -  11 Luglio 2019

Poliziotto di 35 anni torna a casa e si suicida. È una tragedia.

Tragedia nelle scorse ore in Abruzzo, dove un agente di polizia penitenziaria si è tolto la vita lanciandosi dal balcone di casa al secondo piano dello stabile in cui viveva. Il dramma si è consumato nella tarda mattinata di mercoledì a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. La vittima è un agente di 38 anni che era in servizio presso il carcere della Dozza a Bologna ed era tornato a casa nella città adriatica in licenza. Subito dopo il tragico gesto è partito l’allarme e sul posto sono accorsi i sanitari del 118 ma per l’uomo purtroppo non c’e stato nulla da fare. L’impatto al suolo si è rivelato fatale e i medici hanno solo potuto constatarne il decesso. Sin dal primo momento si è sospettato un gesto volontario e non un incidente e i successivi accertamenti di carabinieri e polizia di stato intervenuti sul posto lo hanno confermato.

Alla base dell’estremo gesto potrebbe esserci una forte delusione personale. A rivelarlo è stato lo stesso sindaco del cittadina costiera abruzzese che si è recato sul posto subito dopo aver appreso la notizia. “Un giovane di 38 anni, in servizio alle forze dell’ordine fuori Abruzzo, si è tolto la vita lanciandosi dal secondo piano della palazzina in cui abitava. Sono stato sul posto, ed ho ascoltato la ricostruzione dei Carabinieri, della Polizia e degli operatori del 118 intervenuti. Ogni tentativo di rianimazione è stato purtroppo vano. Forse all’origine del gesto estremo, una forte delusione personale” ha scritto infatti su facebook Antonio Luciani, esprimendo le condoglianze alla famiglia. “Siamo sgomenti e ci interroghiamo sulle parti più nascoste e ingovernabili della mente umana” ha concluso il primo cittadino

Un ricorso commosso dell’agente scomparso è arrivato anche dai colleghi di Bologna. “Si era sempre mostrato umanamente e professionalmente disponibile verso i suoi colleghi, con senso del dovere per il suo lavoro” ha dichiarato Gianluca Giliberti, segretario regionale Emilia Romagna del Sinappe (Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria), aggiungendo: “Non possiamo accettare un ennesimo suicidio, proviamo rabbia e profondo dolore. Restiamo tra i Corpi di Polizia con numero più elevato di suicidi registrati ogni anno. Da tempo, la nostra Organizzazione Sindacale rivendica, a livello nazionale e regionale, chiede l’istituzione di punti di ascolto psicologico presso ogni Istituto, al fine di prevenire e fronteggiare eventuali problemi di stress lavorativo e/o burnout tra gli operatori”

Fonte: FanPage