Pippo Franco a processo: finse il vaccino per avere il Green Pass

17 Marzo 2026 - 20:35

Pippo Franco a processo: finse il vaccino per avere il Green Pass

Il comico Pippo Franco affronterà un processo penale. Infatti, la procura accusa l’artista di un reato grave. Inoltre, l’accusa contesta l’uso di certificati medici falsi. Dunque, il celebre attore possedeva un Green Pass irregolare. Nello specifico, questo episodio risale al periodo difficile della pandemia di Covid-19. Perciò, un giudice valuterà presto la sua reale posizione.

Inoltre, il tribunale giudicherà altri quindici imputati. Tra questi figurano la moglie Maria Piera Bassino e il figlio Gabriele. Tutti rischiano una pesante condanna per falso in atto pubblico. Pertanto, i magistrati ritengono colpevoli queste persone. Di conseguenza, gli imputati crearono o usarono documenti non veritieri. Dopotutto, queste carte attestavano falsamente l’avvenuta somministrazione del vaccino.

In passato, il governo Conte introdusse la misura del Green Pass. Infatti, lo Stato voleva contingentare rigorosamente gli ingressi nei locali. Oltre a questo, le autorità dovevano garantire la sicurezza sanitaria in numerose attività. Quindi, i cittadini mostravano il certificato obbligatorio. Allo stesso modo, le persone esibivano il documento per entrare nei ristoranti e nei bar.

Tuttavia, l’inchiesta della procura di Roma svela un piano illegale. Nello specifico, i magistrati considerano centrale il ruolo di Natale Cirino Aveni. Dunque, questo medico di base compilava certificazioni completamente mendaci. In pratica, il dottore attestava le finte vaccinazioni anti Covid dei suoi pazienti. Successivamente, il professionista inseriva questi dati falsi nel sistema informatico laziale. Così facendo, egli ingannava il dispositivo per il controllo del virus.

In quel periodo, la propaganda No Vax influenzava molte persone. Per questo motivo, tanti cittadini visitavano il dottor Aveni. Nonostante ciò, queste persone non volevano rinunciare alla vita sociale mondana. Pertanto, essi chiedevano il certificato falso per entrare nei locali. Nel frattempo, gli avvocati Paolo Gallinelli e Benedetto Stranieri difendono il comico. Comunque, Pippo Franco proclama a gran voce la propria totale innocenza.

L’accusa fonda il processo sugli attestati firmati dal medico nell’estate del 2021. Al contrario, l’avvocato Stranieri critica duramente questa ricostruzione dei fatti. Infatti, il legale sottolinea la forte debolezza delle prove. In particolare, gli inquirenti deducono la colpevolezza da alcune intercettazioni telefoniche. Eppure, il difensore reputa queste conversazioni poco chiare e non univoche. Quindi, la difesa respinge fermamente le ipotesi della procura.

Inoltre, un elemento curioso anima il dibattimento in tribunale. Secondo l’avvocato difensore, gli investigatori fraintendono una vecchia battuta televisiva. Nello specifico, un presentatore domandò all’attore notizie sul suo vaccino. Allora, il comico rispose in televisione con molta ironia. Infatti, egli preferì non rispondere direttamente alla domanda. Poi, Pippo Franco affermò semplicemente di possedere il Green Pass.

La sostituta procuratrice Eleonora Fini coordina l’intera indagine. All’inizio, i carabinieri del Nas avviarono i primi accertamenti sulle fiale. Dunque, i militari notarono diverse incongruenze numeriche molto sospette. In breve, il dottore somministrò troppi vaccini rispetto alla reale disponibilità del suo studio. Oltretutto, Aveni affronta oggi un altro filone d’indagine parallelo. Infatti, dieci pazienti usarono i suoi certificati fasulli per varcare i varchi della Ztl romana.
Fonte: Fanpage