Pensione a 64 anni e reddito di cittadinanza modificato. Le novità di Draghi

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2 mesi fa - 20 Ottobre 2021

La prima Manovra del governo Draghi manderà definitamente in pensione Quota 100, dopo appena due anni di vita. La riforma bandiera del governo Lega-M5s di fatto è destinata lasciare il posto a qualcosa che assomiglia un po’ di più alla riforma Fornero, con l’età per andare in pensione che sale a partire dal 2022 a 64 anni e poi a 66 nel 2023. Un percorso inevitabile, contro cui comunque la Lega ha tutte le intenzione di tornare in trincea, quantomeno per rallentarlo.

La linea Draghi–Franco però è ormai chiara: la scalone di 5 anni che si sarebbe creato da gennaio, proprio in virtù della legge Fornero tutt’ora in vigore, sarà smorzato fissando l’età per andare in pensione riservata ai nati nel 1958 a 64 anni con 38 di contributi, per passare poi a quelli della classe 1959 l’anno successivo sempre con 38 anni di contributi.

Non verrà prorogata l’Opzione donna, che permetteva alle lavoratrici di anticipare l’addio al lavoro, mentre ci sarà ancora l’Ape sociale, che permette oggi di anticipare la pensione per una serie di lavori usuranti, ma non ancora allargata a più categorie.

Reddito di cittadinanza

Chi può in qualche modo esultare è invece il M5s, che vede rifinanziare il Reddito di cittadinanza con un miliardo in più, quindi fino a 8,6 miliardi, tanti quanti ne sono stati spesi nel 2021. Il fronte dei partiti più ostili al sussidio incassa però maggiori restrizioni sull’accesso all’assegno, con maggiori controlli preventivi. E poi il meccanismo di taglio del sussidio, che dovrebbe scattare almeno dopo la seconda offerta di lavoro rifiutata.

Tasse

Salgono a 8 miliardi, che potrebbero arrivare a 9, i fondi destinati per la riduzione delle tasse sul lavoro, soprattutto grazie agli incassi dalle cartelle esattoriali. I dettagli però sono ancora da definire su come verranno spese queste risorse, ma l’ipotesi più concreta punta a una riduzione in busta paga dell’Irpef, oltre a sgravi per le aziende su Irap e contributi previdenziali.

Superbonus

Sopravvive il Superbonus 110%, che sarà finanziato fino al 2023 con i fondi del Recovery fund. La misura per le ristrutturazioni riguarderà però soltanto i condomini e le ex case popolari, destinata poi a calare fra due anni fino a quota 65%. Resta in bilico il bonus facciate, che per il momento non sarebbe rinnovato.

Sanità

Aumentano di 2 miliardi i fondi destinati alla Sanità, con una crescita nei prossimi tre anni che porterà a un aumento di 6 miliardi. Confermato il finanziamento per 12 mila borse di studio destinate agli specializzandi di medicina.

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