Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver rovesciato la leadership dell’Iran in un’ora mentre i Pasdaran hanno annunciato di aver chiuso lo stretto di Hormuz e di colpire chi cercherà di passare.
Siamo arrivati al terzo giorno di conflitto che vede Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il governo libanese vieta ogni attività militare di Hezbollah: è la prima volta nella storia del paese. Intanto le Forze armate israeliane
(IDF) hanno annunciato di aver eliminato Hussein Makled, capo del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah, durante la notte a Beirut. La Mezzaluna Rossa iraniana ha annunciato che sono 555 le persone
morte in Iran dall’inizio degli attacchi israelo-americani di sabato scorso. Nelle ultime ore anche l’intervento dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica che ha parlato di “situazione preoccupante”
ma di “nessun danno, per ora, ai siti nucleari”. Il Viminale ha deciso di rafforzare la sicurezza sugli obiettivi sensibili. Intanto, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha annunciato che i colpi più duri contro la
Repubblica islamica “devono ancora arrivare”, avvertendo: “La fase successiva sarà ancora più punitiva per il regime”. L’ambasciata statunitense nella capitale giordana, Amman, ha annunciato oggi di
aver evacuato temporaneamente il proprio personale a causa di una minaccia non specificata. “Come misura precauzionale, tutto il personale dell’ambasciata statunitense ha temporaneamente lasciato il
complesso dell’ambasciata a causa di una minaccia”, si legge in un avviso di sicurezza pubblicato sui social media. Le forze armate giordane hanno abbattuto due missili balistici diretti al regno sabato scorso,
in seguito agli attacchi aerei israelo-statunitensi contro l’Iran. Con il primo volo charter dall’Oman arrivato questa sera all’aeroporto di Fiumicino, che ha riportato 127 italiani, è rientrata anche la moglie del
ministro della Difesa Guido Crosetto, Gaia Saponaro, in compagnia dei figli, e che si trovavano negli ultimi giorni negli Emirati Arabi. A quanto si è appreso, ha già lasciato lo scalo romano. L’Iran “non è in guerra con
i Paesi della regione”, ma con gli Stati Uniti. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ripreso dai media statali. Il capo della diplomazia di Teheran ha esortato le nazioni del Medio Oriente a
“fare pressione sugli Stati Uniti” dopo gli attacchi condotti con Israele. “Non stiamo attaccando i nostri vicini, stiamo attaccando le basi militari statunitensi”, ha dichiarato ancora Araghchi. Fonte Tgcom24.