Oggi il Paese intero piange Domenico. Il “piccolo guerriero” muore a due anni e mezzo. In precedenza, un trapianto tragico distrugge le speranze della famiglia. Il ghiaccio secco danneggia il suo nuovo cuore durante il trasporto. Il viaggio avviene dall’ospedale di Bolzano al Monaldi di Napoli. Di conseguenza, alle ore undici, Nola apre la camera ardente nella sua cattedrale per il cordoglio.
Successivamente, alle ore quindici, il vescovo Francesco Marino officia i funerali. Il cardinale Mimmo Battaglia partecipa alla cerimonia. Egli resta vicino a Domenico durante gli interi due mesi di calvario. Inoltre, la cattedrale attende la premier Giorgia Meloni. Lei accoglie l’appello della mamma Patrizia. Per giunta, il presidente della Regione Campania Roberto Fico annuncia la sua presenza. Soprattutto, la gente comune abbraccia questa famiglia.
Intanto, alle ore undici e trentasei, interviene il sindaco Manfredi. Egli dichiara il momento del dolore. Inoltre, il sindaco promette azioni chiare. Le istituzioni accerteranno le eventuali e singole responsabilità. Tuttavia, Manfredi difende la sanità campana. Gli errori singoli non macchiano le eccellenze del territorio. Infatti, molti operatori sanitari dimostrano ogni giorno una grande qualità.
Poco dopo, alle dodici e zero cinque, l’avvocato Francesco Petruzzi rilascia una dichiarazione. Il legale della famiglia presenta un esposto agli ordini professionali. Egli cita i medici Guido Oppido e Gabriella Farina. Il primo dirige l’equipe del trapianto. La seconda cura l’espianto dell’organo a Bolzano. Di conseguenza, l’avvocato vuole verificare eventuali violazioni disciplinari. Queste violazioni riguardano le comunicazioni tra i sanitari e i parenti.
Quindi, alle dodici e sette minuti, il prefetto di Napoli giunge a Nola. Michele di Bari arriva alla cattedrale. Qui, la chiesa allestisce la camera ardente per il piccolo Domenico. Il prefetto visita il luogo del lutto. Pertanto, la sua presenza anticipa il funerale del bimbo. Come previsto, la funzione religiosa comincerà regolarmente alle ore quindici.
In seguito, alle dodici e ventitré, i familiari compiono un gesto toccante. Alcuni parenti indossano delle magliette bianche. Esse mostrano la fotografia stampata del bambino. Dietro, la maglia riporta il suo nome. Inoltre, compare anche il numero dieci. Sotto l’immagine, una scritta recita una frase specifica. Le parole dicono testualmente: “Il nostro guerriero”.
Poi, alle dodici e quaranta, arriva Anna Iervolino. La direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli guida il Monaldi. La dirigente entra in cattedrale con Angela Annechiarico e Maria Cristina Boccia. Iervolino stringe la mano al papà Antonio. Subito dopo, la manager abbraccia con commozione la mamma Patrizia. Questo incontro avviene tra le lacrime.
Infine, Iervolino pronuncia frasi di conforto. La direttrice assicura un ricordo eterno per Domenico. L’ospedale dimostra il suo dispiacere con i fatti. A questo punto, mamma Patrizia risponde alla dirigente. La madre chiede la giusta punizione solo per chi sbaglia. Ella scagiona tutti gli altri medici del Monaldi. Perciò, Patrizia promette un duro combattimento per ottenere giustizia dopo questo momento di pianto.
Fonte: La Repubblica