Nuove regole UE sulle assicurazioni: ecco chi non pagherà la RCA

21 Giugno 2026 - 12:02

Nuove regole UE sulle assicurazioni: ecco chi non pagherà la RCA

Il Governo ha approvato un nuovo decreto legislativo. Questo provvedimento recepisce una direttiva dell’Unione Europea. Il testo si trova ora all’esame del Parlamento. La norma chiarisce finalmente un dubbio molto diffuso tra i cittadini. Le nuove regole ridefiniscono con precisione i confini dell’obbligo assicurativo. Di conseguenza, cambiano i doveri per i proprietari di molti veicoli. Il provvedimento non introduce comunque nuove tasse. Inoltre, lo Stato non subirà costi aggiuntivi da questa riforma.

Innanzitutto, il decreto stabilisce chi non deve più pagare la polizza. La novità principale riguarda i veicoli totalmente inutilizzabili. La legge cancella l’obbligo di assicurazione per questi mezzi specifici. Quindi, i proprietari non pagano la RCA per i rottami. Esiste infatti una reale impossibilità di circolazione per i veicoli senza motore. Lo stesso principio vale per i mezzi privi di componenti essenziali. Pertanto, la mancanza di questi elementi cancella l’obbligo di stipulare la polizza.

Tuttavia, il proprietario non può semplicemente “mettere da parte” l’auto. La norma definisce questo punto con grande chiarezza. Infatti, il veicolo mantiene l’obbligo se mancano solo elementi facilmente reinstallabili. Per esempio, le ruote o la batteria rientrano in questa categoria. Di conseguenza, la legge considera il mezzo come potenzialmente circolante. Perciò, il proprietario deve assicurare comunque il veicolo in simili situazioni. In altre parole, conta solo la reale impossibilità di usare il mezzo. Una semplice scelta temporanea del proprietario non basta assolutamente.

In secondo luogo, il decreto interviene sui veicoli d’epoca e storici. Questi mezzi sono ormai sempre più diffusi in Italia. La nuova legge non elimina affatto il loro obbligo assicurativo. Al contrario, il provvedimento cambia la modalità di adempimento per i proprietari. La copertura della polizza cambierà struttura rispetto alla classica RCA. Perciò, la norma distingue il rischio del veicolo fermo in garage. Questo rischio differisce nettamente da quello legato alla circolazione su strada. L’Europa richiede infatti un risarcimento adeguato per i danni da fermo. Di conseguenza, la legge tutela i danneggiati senza penalizzare chi usa il mezzo occasionalmente.

Inoltre, il testo introduce importanti novità per l’uso stagionale. Molti utenti guidano l’auto o la moto solo in alcuni mesi. Il nuovo quadro normativo consente ora polizze di durata inferiore all’anno. Pertanto, le compagnie supereranno i vecchi contratti annuali. Successivamente, un decreto ministeriale definirà le modalità pratiche di applicazione. Tuttavia, il principio fondamentale rimane già chiaro e stabilito. Gli automobilisti pagheranno l’assicurazione solo per il periodo di reale utilizzo del veicolo.

Parallelamente, le novità toccano anche il mondo delle competizioni. Gli organizzatori gestiscono gare ed eventi sportivi specifici. Per queste manifestazioni, i responsabili stipuleranno polizze di responsabilità civile alternative. Queste coperture speciali sostituiscono la tradizionale RCA sul circuito. Di conseguenza, le nuove formule si adattano meglio alle esigenze reali delle gare.

Allo stesso tempo, il decreto aumenta i poteri dell’IVASS. Questo ente vigila costantemente sul mercato delle assicurazioni. La riforma rafforza quindi il ruolo di controllo dell’istituto. L’obiettivo principale è garantire una maggiore trasparenza per i clienti. Inoltre, l’IVASS assicurerà una migliore affidabilità nella gestione dell’attestato di rischio. Questo documento certifica la storia assicurativa di ciascun veicolo.

Infine, le amministrazioni pubbliche applicheranno la riforma in totale autonomia. Infatti, gli enti coinvolti utilizzeranno esclusivamente le risorse già disponibili nei bilanci. Per questo motivo, la legge non richiede alcun finanziamento straordinario. Di conseguenza, tutta la transizione avverrà senza alcun costo aggiuntivo per lo Stato.