Oggi l’Italia affronta il cancro al colon con una novità importante. I medici curano una forma molto aggressiva della malattia. Questa forma colpisce i pazienti con il carcinoma metastatico. Questi malati presentano la specifica mutazione BRAF V600E. Recentemente, il Gruppo Oncologico Italia Meridionale ha organizzato un congresso a Bari. Durante l’evento, gli esperti hanno annunciato un primato italiano. L’Italia offre per prima una nuova combinazione terapeutica attraverso il Sistema Sanitario Nazionale. Di conseguenza, questo nuovo trattamento raddoppia la sopravvivenza dei malati.
Inoltre, l’Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato subito il nuovo mix di molecole. L’ente italiano ha anticipato l’Agenzia europea del medicinale. L’Aifa ha utilizzato una speciale procedura straordinaria. La legge 648/96 riconosce e regola questa pratica. Infatti, la norma permette l’accesso rapido a una nuova terapia. Il sistema salta il normale iter europeo per due motivi precisi. In primo luogo, i medici segnalano un bisogno clinico urgente. In secondo luogo, i ricercatori mostrano prove scientifiche schiaccianti.
Successivamente, la nuova terapia combina due farmaci già noti in ambito oncologico. I medici usano l’encorafenib e il cetuximab. Inoltre, gli oncologi associano queste due molecole alla chemioterapia tradizionale. Il primo farmaco inibisce la proteina BRAF. Finora, i dottori impiegavano l’encorafenib insieme ad altri farmaci. Loro trattavano diverse forme tumorali con mutazioni nello stesso gene. D’altra parte, il cetuximab agisce come un anticorpo monoclonale. La Fondazione Humanitas spiega bene il suo funzionamento. Questo anticorpo blocca un fattore di crescita vitale. Questo fattore determina lo sviluppo di alcune cellule tumorali.
Tuttavia, i medici impiegavano già in passato questo approccio terapeutico. Prima, gli oncologi ricorrevano a questo mix solo come ultima opzione. Oggi, invece, i ricercatori cambiano le regole di cura. Un nuovo studio di fase III mostra risultati eccellenti. Questa fase rappresenta l’ultimo gradino della sperimentazione clinica. Perciò, gli esperti considerano oggi questo mix un trattamento di prima linea. I medici raccomandano questa opzione subito. Loro curano così i pazienti con tumore al colon metastastico e mutazione BRAF.
Inoltre, gli scienziati hanno pubblicato i risultati sulla sopravvivenza. La rivista The New England Journal of Medicine ha diffuso lo studio a maggio 2025. La ricerca dimostra l’efficacia dell’encorafenib e del cetuximab. I medici associano le molecole alla chemioterapia tradizionale. Conseguentemente, questa pratica raddoppia il tempo di sopravvivenza globale. I pazienti lottano contro una forma particolarmente aggressiva del cancro al colon. Prima, i malati vivevano circa 15 o 16 mesi. Ora, i pazienti superano addirittura i 30 mesi di vita.
Per questo motivo, il professor Fortunato Ciardiello commenta la scoperta. Egli insegna oncologia medica presso l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli. Inoltre, il professore partecipa allo studio come autore. Egli definisce questo trattamento un vero punto di svolta. Fino a pochi anni fa, questa popolazione di pazienti aveva opzioni terapeutiche molto limitate. Contemporaneamente, la malattia mostrava una progressione estremamente rapida. Pertanto, la nuova terapia cambia radicalmente la situazione clinica.
Quindi, questo nuovo approccio terapeutico aiuta molte persone. I medici stimano numeri importanti per l’Italia. La cura interessa circa 800 pazienti italiani ogni anno. Questo numero rappresenta una percentuale precisa. L’otto o il dieci percento dei pazienti con malattia metastatica presenta la mutazione BRAF. Di conseguenza, il Sistema Sanitario Nazionale affronta una sfida rilevante. I dottori offrono speranza a una quota significativa di malati.
Infine, la Fondazione Mutagens spiega i dettagli di questa mutazione. Circa il 10 percento dei pazienti con carcinoma del colon-retto possiede questa anomalia. Questo sottotipo agisce in modo particolarmente aggressivo. Inoltre, la malattia comporta una prognosi più sfavorevole rispetto ad altre forme. Infatti, il gene coinvolto produce una proteina legata alla sopravvivenza del tumore. Oggi, i ricercatori concentrano la loro attenzione proprio sul cancro al colon. I casi aumentano sempre di più negli ultimi anni. I Paesi Occidentali registrano molti malati tra gli under 50 e gli under 40. Tradizionalmente, le persone giovani sviluppavano meno frequentemente questo tumore.
Fonte: Fanpage