Non riesce a vedere la figlia per due anni: ora arriva la svolta

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3 anni fa - 18 Settembre 2018

E’ questa la storia di un uomo, un papà, un marito separato che per motivi di privacy chiameremo G.P.. Il suo dramma inizia quando il suo matrimonio va in crisi. Nel corso della separazione, la moglie si trasferisce dai proprio genitori e nega ogni contatto della figlia di allora soli 4 anni con il papà. Gli incontri diventano sempre più difficili, fino ad interrompersi. “Con mia figlia, giocavamo con le bambole, andavamo al parco, leggevamo le storie la sera prima di andare a letto…”

Si apre così il calvario di questo giovane papà G.P.. La moglie nel processo di separazione lo accusa di violenze ai danni della figlia, di aver tentato di ucciderla, di averla picchiata. Nelle prime fasi del giudizio, vengono sospesi gli incontri ed il giudice nomina un consulente psichiatrico per capire se effettivamente il padre è pericoloso per la piccola che per tutelarne la privacy chiameremo “Marta”…. Tra processi, rinvii, consulenze e carte bollate trascorrono due anni, fino all’esito della consulenza che finalmente riconosce il pieno diritto del padre di stare con la figlia. “Non è pericoloso….”anzi! Come ci spiega l’avv. Rosa Di Caprio, avvocato matrimonialista a Napoli, che ha difeso il papà G.P.: “Nel corso della consulenza è emerso che la bambina desidera ed ha necessità di ristabilire al più presto il rapporto con il padre. E’ stata commessa un’ingiustizia ed è tempo che chi ha sbagliato ai danni di una minore debba pagare.” Il legale racconta di aver sempre sollecitato il suo cliente a non arrendersi. “Un genitore non può rinunciare a suo figlio!”

Il papà racconta di non essersi mai arreso, di aver trascorso momenti durissimi. “In ogni bambina vedevo mia figlia. Ho trascorso due Natali a sceglierle e comprarle regali che non le ho potuto dare” Ora finalmente la giustizia. E’ arrivato il provvedimento che sanziona la madre e predispone immediatamente tutti gli interventi necessari per il recupero del rapporto tra la minore ed il padre. ” Gli chiediamo: “Cosa le ha dato forza?” Risponde: “Sentivo che mia figlia aveva bisogno di me… mi sono affidato a consulenti come l’avv. Di Caprio, che mi ha sempre sostenuto, e agli psicologi che mi hanno assistito”

“Avvocato, come è possibile che un padre debba attendere tanto tempo?”. L’avvocato chiarisce: “Questo è certamente un caso limite, ma è pur vero che casi di padri bancomat, cui viene negato il diritto ad essere genitori da madri alienanti è sempre più ricorrente. La giustizia in presenza dei minori deve essere più celere. Sia in casi come questo sia in casi dove invece devono essere allontanati da genitori violenti”.

Tra pochi giorni G.P. potrà rivedere sua figlia…”Cosa farà appena la vedrà…” “Dovrò cercare solo di non piangere per non spaventarla….Lei sta aspettando da tempo il mio abbraccio. Aveva solo 4 anni l’ultima volta che l’ho stretta a me….” I migliori auguri a questo papà

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