Nessy Guerra condannata in Egitto a sei mesi per adulterio: “Sentenza ingiusta, temo per mia figlia”

19 Febbraio 2026 - 14:06

Nessy Guerra condannata in Egitto a sei mesi per adulterio: “Sentenza ingiusta, temo per mia figlia”

Nessy Guerra, la giovane italiana bloccata in Egitto insieme alla figlia, è stata condannata a sei mesi di reclusione con l’accusa di adulterio. “Non sto bene, diciamolo chiaramente”, ha dichiarato subito dopo aver appreso la sentenza.

Mercoledì 18 febbraio si è tenuta l’ultima udienza di un procedimento già discusso due volte in Procura e inizialmente archiviato. “Quest’anno il mio ex marito è riuscito a riaprire il caso con testimoni falsi – racconta –. Uno di loro ha dichiarato di aver commesso il reato con me”.

L’ex coniuge, Tamer Hamouda, padre della bambina, avrebbe avviato da tempo una serie di azioni legali contro di lei. L’uomo risulta inoltre condannato in via definitiva in Italia dalla Corte di Cassazione a 2 anni, 11 mesi e 27 giorni per reati tra cui percosse, lesioni, stalking, violenza sessuale, furto e truffa ai danni di un’altra donna.

La coppia si era conosciuta nel 2021 e aveva deciso di trasferirsi nel Paese d’origine di lui per iniziare una nuova vita. Dopo la nascita della figlia, però, la situazione sarebbe degenerata: nel febbraio 2024, secondo il racconto della giovane, l’uomo avrebbe tentato di aggredirla. Da quel momento Nessy sarebbe fuggita con la bambina, mentre l’ex marito l’avrebbe accusata di adulterio e avviato una causa per l’affidamento della minore, tuttora in corso.

“Le udienze sono state tre: il 31 dicembre, il 28 gennaio e l’ultima ieri. Stamattina è arrivata la sentenza: sei mesi. Il mio avvocato mi ha detto che è una pena bassa rispetto a quanto previsto, che può arrivare a 3-4 anni, ma resta una decisione totalmente ingiusta”, afferma.

La giovane sostiene di aver presentato prove a propria difesa, comprese presunte richieste di denaro avanzate da un testimone chiave prima di deporre. “Ha chiesto soldi a mio padre per non testimoniare contro di me. Mio padre si è rifiutato”, racconta.

La condanna, riferisce, sarebbe stata inattesa anche per il Consolato Generale d’Italia al Cairo, con cui avrebbe avuto contatti nelle ore successive alla sentenza.

Intanto la situazione resta delicata. “Io e mia figlia non viviamo tranquille. Dobbiamo uscire di casa coperte e fare attenzione perché il mio ex paga persone per sapere dove siamo e cosa facciamo. Ora dovremo stare ancora più attente”, spiega.

La difesa è già al lavoro per presentare ricorso. Con il pagamento di una cauzione, Nessy potrà rimanere con la figlia mentre prosegue anche la causa per l’affidamento, la cui prossima udienza è fissata per il 21 aprile. “Spero venga rinviata – conclude –. Temo che questa sentenza possa pesare sulla decisione. Con il ricorso possiamo dimostrare la mia innocenza, ma c’è il rischio che la bambina venga affidata a Tamer”.

Fonte: Fanpage.it

  •