Nessun aiuto per andare in bagno: studentessa disabile di 17 anni costretta a cambiare scuola

15 Marzo 2026 - 19:57

Nessun aiuto per andare in bagno: studentessa disabile di 17 anni costretta a cambiare scuola

Una studentessa di 17 anni, costretta a muoversi in sedia a rotelle a causa di una malattia neurodegenerativa, ha dovuto cambiare scuola perché nell’istituto che frequentava non era garantita l’assistenza necessaria per andare in bagno. La vicenda è avvenuta a Genova e a raccontarla è stata la stessa ragazza, che in passato è stata anche un’atleta paralimpica.

Secondo quanto riferito, la giovane avrebbe chiesto alla scuola un supporto per le esigenze quotidiane legate alla sua disabilità. Tuttavia, la richiesta non sarebbe stata accolta per la mancanza di personale dedicato all’assistenza. Una situazione che, alla fine, l’ha costretta a lasciare l’istituto e trasferirsi in un’altra scuola della città dove il servizio di supporto è invece garantito.

Sul caso è intervenuto anche Marco Macrì, portavoce di Genova Inclusiva e referente della rete caregiver in Italia, che ha criticato quanto accaduto. In un post ha sottolineato come, nonostante esistano leggi, contratti e fondi pubblici destinati all’inclusione, una studentessa in carrozzina sia stata costretta a cambiare scuola per l’assenza di personale formato. “Alla fine chi paga sono sempre le persone più fragili”, ha scritto, evidenziando come a volte basti una semplice barriera – come l’impossibilità di accedere a un bagno con assistenza – per mostrare quanto il sistema sia ancora lontano dall’inclusione reale.

La vicenda ha suscitato attenzione anche da parte dell’amministrazione comunale di Genova, che ha espresso solidarietà alla studentessa e alla sua famiglia. Il Comune ha chiarito che non era arrivata alcuna segnalazione agli uffici competenti e ha ricordato che la gestione del personale scolastico e dell’assistenza interna negli istituti superiori è di competenza dell’Ufficio scolastico regionale.

Una volta appresa la notizia, l’amministrazione ha comunque avviato verifiche con le autorità competenti. Nel frattempo, la situazione della ragazza è stata risolta: oggi frequenta un’altra scuola dove può contare sull’assistenza necessaria per proseguire il proprio percorso di studi.
fonte: fanpage

Credito foto: fanpage

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