Napoli umiliato a Torino: la Juventus dilaga e vince 3-0

25 Gennaio 2026 - 20:09

Napoli umiliato a Torino: la Juventus dilaga e vince 3-0

All’Allianz Stadium va in scena Juventus-Napoli, una partita che certifica in modo brutale il momento nerissimo degli azzurri. Finisce 3-0 per la Juventus, un risultato pesante, arrivato in un contesto già difficilissimo per il Napoli: troppe assenze, pochi uomini a disposizione, una panchina risicata e neanche così forte, contro una Juventus che invece arriva all’appuntamento in grande forma, sicura, intensa, cinica.

Il Napoli si presenta con lo stesso undici di Copenaghen, quindi con Vergara alto a destra, e va detto subito: è il migliore in campo del Napoli, senza alcun dubbio. Una prestazione sontuosa, di grande personalità: va sempre a puntare l’uomo, cerca lo smarcamento, non ha paura del palcoscenico. L’unico forfait rispetto alla Champions è quello di Milinković-Savić, sostituito da Meret, che non giocava da quattro mesi.

La Juventus, invece, si affida davanti a David, che dopo il rigore sbagliato a Lecce, un episodio quasi surreale, con quel pallonetto tentato e parato da Falcone, appare fin dai primi minuti un altro calciatore. Aggressivo, affamato, sempre dentro la partita. Corre su ogni pallone, ripiega in difesa, pressa come una mezzala: è raro vedere una punta correre più di tutti, ma stasera è così.

Prima del gol ci prova Khephren Thuram, con un destro a giro da dentro l’area sulla destra: la palla gira tantissimo e si stampa sul sette, sul palo opposto a Meret che non ci sarebbe mai arrivato. Il Napoli accusa il colpo, fatica a reagire. Ci prova Vergara con un tiro deviato, parato da Di Gregorio, ma è la Juventus a colpire.

L’1-0 nasce da un’azione lunga che si conclude con un calcio d’angolo. Locatelli rimette il pallone in avanti con una giocata strana, quasi un colpo di tacco volante. Spinazzola arriva morbido su David, che controlla e la mette alle spalle di Meret. 1-0 Juventus.

Subito dopo il vantaggio bianconero arriva però un episodio fondamentale: Buongiorno salva sulla linea un tiro di Conceição, un intervento che vale quanto un gol e che tiene il Napoli in partita in quel momento.

Il Napoli prova a reagire. Con i suoi limiti, ma ci prova. Vergara è il più pericoloso, Elmas è totalmente impalpabile, Højlund come sempre garantisce sostanza, lotta, presenza. L’episodio più discusso del primo tempo arriva su un cross dalla destra: in area vanno giù Højlund, completamente abbracciato da Bremer, e Vergara. Due interventi che sembrano entrambi da calcio di rigore. Lo dice Luca Marelli, lo dicono Pardo e Stramaccioni. Su Højlund il fallo appare evidente. Eppure l’arbitro Mariani decide di non andare nemmeno al VAR, resta sulla sua decisione e lascia proseguire. Un episodio pesantissimo.

Il secondo tempo riparte sull’1-0. La Juventus cambia qualcosa, il Napoli no, perché di alternative ce ne sono poche. Solo più avanti entrano Giovane al posto di un Elmas evanescente e poi Lukaku. Ma proprio nel momento migliore del Napoli, quando sembra avere il controllo del gioco, arriva l’episodio che chiude la partita.

Juan Jesus commette un errore gravissimo, da categoria inferiore: invece di appoggiarsi su Meret, gioca un pallone centrale senza senso. Miretti, appena entrato, recupera, serve Yildiz in profondità: tocco sotto elegante e 2-0 Juventus. Mentre Lukaku stava per entrare, il Napoli viene colpito alle spalle.

Da lì in poi il Napoli è psicologicamente morto. Non riesce più a reagire, perde distanze, perde fiducia, sembra quasi giocare in inferiorità numerica. La Juventus prende il totale controllo e trova anche il 3-0: Kostić calcia da fuori area, la palla rimbalza davanti a Meret e finisce alle sue spalle. Gol bellissimo, partita chiusa.

Il risultato, a dire il vero, è un po’ bugiardo. Il Napoli non ha subito una valanga di occasioni: due o tre tiri veri, ma la Juventus è stata cinica, ha capitalizzato tutto. Il Napoli, invece, paga ogni minimo errore.

Finisce 3-0 per la Juventus. E ora le cose si mettono davvero male. Il Napoli deve proteggere la qualificazione in Champions League: con gli undici titolari visti stasera e con questa panchina, la rosa azzurra vale forse la sesta-settima della Serie A, sia come profondità che come qualità complessiva. E alle spalle corrono Roma, Juventus, Como, che vanno veloci e senza grandi problemi.

Il Napoli, invece, è pieno di infortuni, e la situazione sembra peggiorare di settimana in settimana, ultimo in ordine di tempo Milinković-Savić. Mercoledì c’è la Champions contro il Chelsea: bisogna vincere obbligatoriamente per sperare di andare avanti, ma il momento è nerissimo.

Lo scudetto, a questo punto, sembra irraggiungibile. Forse è il momento di ridimensionare i sogni e guardare la realtà per quella che è: un Napoli in grande difficoltà, fisica e mentale, chiamato ora a non perdere anche l’obiettivo minimo.