Napoli trionfa nel segno di Partenope: la supercoppa araba è azzurra

22 Dicembre 2025 - 22:00

Napoli trionfa nel segno di Partenope: la supercoppa araba è azzurra

Una notte di battaglia…

Quelle notti in cui gli spettri delle settimane passate sono destinati a dissolversi, cancellati dal richiamo eterno di Partenope.

Quelle notti in cui il Napoli è chiamato a ritrovare sé stesso.

È Napoli–Bologna la finale che a Riad assegna la EA Sports FC Super Cup, la Supercoppa Italiana 2025. Una sfida che sa di resa dei conti, la vera finale: di fronte la vincitrice dello Scudetto e la trionfatrice della Coppa Italia 2024/25.

Dopo la sconfitta in campionato, che ha rappresentato il punto più buio della stagione azzurra, Antonio Conte chiede ai suoi un Napoli compatto, feroce, determinato. Un Napoli capace di trasformare le ferite in forza.

Ieri la città ha celebrato i suoi 2500 anni di storia, un compleanno che profuma di eternità. La festa, però, potrebbe non fermarsi lì: l’idea è prolungarla di altre 24 ore, con un trofeo da riportare a casa.

Le luci di Riad si accendono.

Questa non è una partita qualunque.

Questa è la finale.

Il match

Il primo tempo è entusiasmante, a senso unico. Il Napoli prende subito il comando delle operazioni, domina il gioco e costringe il Bologna a rincorrere.

Il gol arriva al 39’: una perla firmata David Neres. Sinistro a giro dal limite dell’area che si infila sotto l’incrocio, imparabile per Ravaglia che riesce solo a sfiorare il pallone. È il premio a una pressione costante, a un Napoli brillante, intenso, affamato.

Nonostante il passivo, Ravaglia è uno dei migliori del Bologna: attento e reattivo in più occasioni, soprattutto su Spinazzola, che dopo un’azione meravigliosa prova anche il pallonetto. Ma il muro, prima o poi, cede.

Sulle corsie il Napoli è devastante. Højlund è totalmente incontenibile per la difesa rossoblù, mentre Neres è semplicemente indemoniato: strappi, accelerazioni, qualità pura.

La ripresa si apre nel segno dell’azzurro. Ancora Neres è protagonista: errore in uscita del Bologna, Ravaglia prova a servire Lucumí, ma il brasiliano anticipa tutti, vola sulla destra e davanti al portiere finge il passaggio centrale. È una trappola.

Il tocco è morbido, un pallonetto perfetto che scavalca Ravaglia e chiude il match: 2-0.

Da quel momento la partita è in totale controllo del Napoli. Il Bologna non riesce mai a rendersi davvero pericoloso: l’unico sussulto arriva poco prima del raddoppio, con un colpo di testa di Ferguson, ben neutralizzato da Milinkovic-Savic.

Il resto è gestione, solidità, consapevolezza. Il Napoli è su un altro livello, per intensità, qualità e maturità tattica. È la vittoria di Antonio Conte su Vincenzo Italiano, che ancora una volta mostra qualche limite nelle partite che valgono un trofeo.

Il trionfo

Il fischio finale consegna al Napoli la Supercoppa Italiana: un trofeo pesante, importante, il quarto nella storia del club. Per Antonio Conte è l’undicesimo titolo complessivo in carriera, l’ennesima conferma di un allenatore abituato a vincere.

E mentre la coppa viene sollevata sotto il cielo di Riad, Napoli può continuare la sua festa.

Dopo 2500 anni di storia, la città aggiunge un’altra pagina al suo racconto infinito.

Una notte di battaglia.

Una notte di gloria.

Una notte azzurra, destinata a restare.

Photo Credits: SSC Napoli

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