Muoiono in una forte esplosione, stavano progettando una bomba

20 Marzo 2026 - 20:47

Muoiono in una forte esplosione, stavano progettando una bomba

Una violenta esplosione scuote Roma e lascia dietro di sé una scena drammatica. Nel cuore del Parco degli Acquedotti, infatti, i soccorritori trovano due cadaveri tra le macerie del Casale del Sellarato, un’ex casa cantoniera in via delle Capannelle 221, crollata nella serata di giovedì 19 marzo.

Le vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. Secondo le prime ricostruzioni, i due muoiono mentre maneggiano un ordigno esplosivo ad alto potenziale. Inoltre, gli investigatori ipotizzano un loro legame con ambienti anarchici vicini ad Alfredo Cospito, attualmente detenuto nel carcere di Sassari e prossimo alla fine del regime di 41bis.

Nel frattempo, gli inquirenti analizzano diversi scenari. In particolare, prendono forza le ipotesi secondo cui le due vittime stessero preparando un attentato da compiere nelle prossime settimane. Non a caso, tra i possibili obiettivi emergono la linea ferroviaria situata a breve distanza dal luogo dell’esplosione e alcune sedi del gruppo Leonardo. Inoltre, gli investigatori valutano anche un possibile rilancio della campagna a sostegno di Cospito.

Allo stesso tempo, gli inquirenti non escludono un’azione dimostrativa. Infatti, l’episodio potrebbe collegarsi al maxi corteo previsto per il 28 marzo a Roma, intitolato “Together. Contro i re e le loro guerre” e “pro Askatasuna”.

Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Roma avvia un’indagine. Il procuratore aggiunto Giovanni Conzo coordina il lavoro insieme al pool antiterrorismo. Per ora, il fascicolo resta senza indagati. Tuttavia, emergono nuovi dettagli: una delle vittime presenta gravi ustioni a un braccio.
fonte tgcom24

foto credits ansa

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