L’attore e regista teatrale Fabio Grossi, compagno di palcoscenico e di vita di Leo Gullotta, con il quale si era unito civilmente nel 2019 dopo più di 40 anni di convivenza, è morto il 24 agosto 2026 a Roma all’età di 68 anni. La notizia, inizialmente circolata sui social, è stata confermata dalla famiglia.
Nato il 29 gennaio 1958 a Roma, Fabio Grossi aveva debuttato in teatro nel 1977 nello spettacolo L’uomo, la bestia e la virtù diretto da Edmo Fenoglio, con il quale nel 1978 aveva lavorato anche ne Le pillole di Ercole. Nei primi anni Duemila si era dedicato prevalentemente alla regia teatrale con opere come Ecce Homo, rappresentazione della Passione ispirata a una laude umbra del Duecento. Aveva poi collaborato con il compagno Leo Gullotta agli spettacoli Lapilli – Suoni e voci dall’isola, Gadda 70 anni dopo in Abruzzo, Il piacere dell’onestà, Minnazza, Le allegre comari di Windsor e Sogno di una notte di mezza estate.
Nel cinema aveva invece esordito nel 1981 nella commedia Mia moglie torna a scuola, alla quale avevano fatto seguito i film I fichissimi (1981) di Carlo Vanzina, Pierino contro tutti (1981), I carabbimatti (1981), L’onorevole con l’amante sotto il letto (1981), W la foca (1982), Scugnizzi(1988) di Nanni Loy, e i più impegnati Vajont(2001), Fatti della banda della Magliana (2005), L’amico di famiglia (2006) di Paolo Sorrentino e Più buio di mezzanotte (2014).
In televisione, invece, aveva partecipato a numerosi programmi, lavorando anche con Nanni Loy e Renzo Arbore. Nel 1980 aveva debuttato nel programma Black Out e aveva proseguito con le trasmissioni Signori si parte, Happy Circus, Che fai…ridi?!, Sotto le stelle, Crazy Boat, Candid Camera Show e tanti altri.
In un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica nel gennaio 2026, il compagno Leo Gullotta aveva descritto così l’insegnamento ricevuto dalla relazione con Grassi: “Che in coppia vale il rispetto per l’altro, non esiste la proprietà. Stiamo insieme da 46 anni, ci siamo uniti civilmente nel 2019. Sul lavoro ci confrontiamo, fa il regista. C’è un dialogo aperto, profondo”. Sulle discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali, aveva aggiunto: “C’è tanto da fare. La censura, velata e non, esiste. Il nostro Paese è ipocrita”.
Fonte: Sky Tg24