Da alcuni giorni, in Iran, sono in corso proteste in piazza contro la situazione economica del Paese. In un primo momento, le autorità sembravano accomodanti, ma da mercoledì sono iniziate le violenze con scontri tra manifestanti e forze di sicurezza: le fonti parlano di diversi morti.
Gli episodi più violenti sono avvenuti ad Azna, a 300 km da Tehran, dove è stata data fuoco a una centrale di polizia e ci sono stati colpi sparati sui manifestanti.
Fars, un’agenzia di stampa legata alle Guardie Rivoluzionarie, parla di 3 morti. La stessa agenzia ha parlato di due morti nelle proteste di Lordegan, a 500 km da Teheran, e un’altro morto a Isfahan.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, giovedì, ha commentato: “In base al Corano, se non risolviamo i problemi delle persone siamo destinati all’inferno”, tuttavia l’atteggiamento delle autorità diventa sempre più repressivo.
Al centro delle proteste la crescita dell’inflazione e il crollo della valuta: a dicembre l’inflazione ha raggiunto il record del 40% rendendo la situazione gravosa per moltissime famiglie. Le proteste, che hanno avuto inizio domenica scorsa, sono tra le più diffuse del Paese da quelle del 2022 legate al movimento “Donna, vita, libertà”.
Fonte: IlPost
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