Morte di Giovanni Marchionni, indagata la proprietaria dello yacht Gravia

20 Febbraio 2026 - 10:55

Morte di Giovanni Marchionni, indagata la proprietaria dello yacht Gravia

È ufficialmente indagata Annalaura Di Luggo, proprietaria dello yacht Gravia, nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Marchionni, il 21enne skipper di Bacoli trovato senza vita lo scorso 8 agosto a Olbia. L’iscrizione nel registro degli indagati, atto dovuto per consentire ulteriori accertamenti tecnici, è stata disposta dalla Procura di Tempio Pausania, coordinata dalla pm Milena Aucone. La notifica è stata recapitata all’armatrice e ai suoi legali, Giampaolo Murrighile e Sebastiano Giaquinto.

Il corpo del giovane era stato rinvenuto la mattina dell’8 agosto 2025 a bordo dell’imbarcazione, ormeggiata alla banchina 7 della Marina di Portisco, nel territorio di Olbia. Lo yacht si trova tuttora sotto sequestro, mentre proseguono gli accertamenti tecnici per chiarire le cause del decesso. Secondo le prime risultanze investigative, Marchionni potrebbe essere stato ucciso dall’inalazione di acido solfidrico, un gas potenzialmente letale che potrebbe essersi sprigionato dalle batterie dell’imbarcazione. Elementi in questa direzione sarebbero emersi anche dagli esami autoptici e tossicologici disposti dagli inquirenti.

A quasi sei mesi dal ritrovamento del corpo, le verifiche a bordo del Gravia non si sono mai fermate. Nelle prossime ore saliranno sull’imbarcazione anche gli ispettori del lavoro della Asl di Olbia. Finora lo Spresal, il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, non era ancora intervenuto nel caso.

Subito dopo la scoperta del corpo era circolata l’ipotesi che il giovane si trovasse in Costa Smeralda come ospite dell’imprenditrice. Una ricostruzione smentita dalla famiglia del 21enne e dal sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che aveva chiarito come Marchionni fosse a bordo in qualità di lavoratore e non in vacanza.

fonte: fanpage

credito foto: fanpage

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