Minorenne violenta una bambina: il tribunale condanna i genitori per mancata educazione

9 Gennaio 2026 - 20:34

Minorenne violenta una bambina: il tribunale condanna i genitori per mancata educazione

Il tribunale civile di Treviso ha preso una decisione netta. Infatti, ha stabilito che i genitori di un ragazzo, responsabile da minorenne di una violenza sessuale su una bambina di 10 anni, dovranno risarcire i danni alla vittima e alla sua famiglia. Di conseguenza, la responsabilità non ricade solo sull’autore del reato, ma coinvolge anche la sua famiglia.

La sentenza si fonda su un principio preciso. In particolare, il giudice ha applicato la culpa in educando, prevista dall’articolo 2048 del Codice civile. Secondo questo principio, i genitori rispondono dei danni causati dai figli quando non garantiscono un’educazione adeguata. In questo caso, il tribunale ha evidenziato gravi carenze educative non solo sul piano comportamentale, ma anche su quello affettivo e sessuale.

Risarcimento superiore a 130 mila euro

Secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, il tribunale ha riconosciuto un risarcimento complessivo superiore ai 130 mila euro. Pertanto, sia l’autore della violenza sia i suoi genitori dovranno versare la somma alla vittima.

Inoltre, il giudice ha richiamato un orientamento giurisprudenziale già consolidato. In particolare, ha citato una sentenza della Corte di Cassazione del 2019. Tale pronuncia afferma che i genitori non devono solo educare i figli al rispetto degli altri. Al contrario, devono anche vigilare costantemente affinché quell’educazione sia adeguata alla personalità del minore e al suo comportamento concreto. Quando questa vigilanza manca, i genitori rispondono civilmente dei danni causati a terzi.

La vicenda risale al 2012. Successivamente, nel 2016, il tribunale ha condannato in via definitiva il responsabile a un anno e due mesi di reclusione. Tuttavia, la storia giudiziaria non si è fermata lì.

Infatti, nel 2019, la vittima, una volta raggiunta la maggiore età, ha deciso di agire in sede civile. Insieme ai propri genitori, ha quindi avviato una causa per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Durante il procedimento, una perizia tecnica ha chiarito le conseguenze della violenza. In particolare, gli esperti hanno diagnosticato alla giovane un disturbo post-traumatico da stress di grado moderato. Inoltre, hanno accertato un danno biologico permanente pari al 19%.

Alla luce di questi elementi, il tribunale ha confermato la responsabilità anche dei genitori. Così, la sentenza rafforza un principio chiave: educare e vigilare non è solo un dovere morale, ma anche una responsabilità giuridica.

fonte repubblica

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