Milano Cortina, scandalo “doping invisibile”: coreane squalificate per la cera tossica

11 Febbraio 2026 - 12:22

Milano Cortina, scandalo “doping invisibile”: coreane squalificate per la cera tossica

Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina perdono improvvisamente due protagoniste. Le fondiste sudcoreane Han Dasom e Lee Eui-jin hanno subito una squalifica immediata dai Giochi. Tuttavia, le atlete non hanno assunto sostanze chimiche proibite. Al contrario, hanno utilizzato un metodo diverso. Si tratta di un caso particolare di doping definito “invisibile”.

Nello specifico, le sciatrici hanno applicato cera fluorurata alla base dei loro sci. Questa sostanza altera illegalmente le prestazioni fisiche. Però, le regole vietano rigorosamente questa amalgama. Infatti, le competizioni ufficiali la bandiscono categoricamente dalla stagione 2023-2024. Il motivo principale riguarda la sua natura altamente tossica e inquinante.

In gergo tecnico, gli esperti chiamano questa miscela cremosa “sciolina”. Lo staff applica questo unguento sulla soletta degli attrezzi. Di conseguenza, gli sci scivolano molto meglio sulla neve. Inoltre, la miscela neutralizza l’attrito. Allo stesso modo, gestisce perfettamente le difficili condizioni di umidità delle nevi bagnate.

Sfortunatamente per loro, la FIS e l’Unione Internazionale Biathlon hanno dichiarato illegale questo prodotto. Le autorità lo classificano nella categoria PFAS, ovvero composti perfluoroalchilici. Queste sostanze causano un impatto devastante sull’ambiente e sulla natura umana. Per questo motivo, gli scienziati li definiscono preoccupanti “inquinanti eterni”.

Infatti, questi composti chimici non sono biodegradabili. Il terreno li assorbe rapidamente e senza ostacoli. Successivamente, contaminano pericolosamente le falde acquifere. L’industria li utilizza spesso per le loro forti caratteristiche idro-repellenti. Dunque, resistono efficacemente ai grassi, all’acqua e al calore intenso.

I giudici hanno scoperto l’inganno grazie alla moderna tecnologia. Hanno utilizzato sofisticati sensori ottici chiamati “Fluoro Tracker”. Questi strumenti analizzano la composizione chimica della soletta prima della partenza. Le due sciatrici non puntavano al podio, eppure non l’hanno fatta franca.

Hanno commesso una violazione piuttosto ingenua. La Federazione ha messo al bando la sostanza già dal lontano 2019. In seguito, ha concesso un periodo di transizione. Le aziende dovevano produrre alternative ecocompatibili. Oggi, però, il regolamento considera il fluoro totalmente fuorilegge.

Infine, il team coreano ha tentato una timida difesa. Hanno parlato di una possibile “contaminazione accidentale” degli strumenti di preparazione. Hanno negato il dolo, ammettendo solo superficialità nella gestione. Tuttavia, il regolamento parla chiaro. La responsabilità oggettiva ricade sempre sull’atleta e sullo staff tecnico. Quindi, la squalifica resta inevitabile.

Fonte: Fanpage