Migranti, barca affonda al largo di Lampedusa, disperso un bambino di due anni

16 Marzo 2026 - 8:47

Migranti, barca affonda al largo di Lampedusa, disperso un bambino di due anni

Nelle acque al largo di Lampedusa, un’imbarcazione carica di migranti è affondata. Un bambino di appena due anni, risulta tutt’ora disperso nonostante le ricerche siano proseguite senza sosta.

Secondo quanto ricostruito dalle autorità, la barca, lunga circa nove metri, era partito il giorno precedente da Sfax e trasportava decine di migranti provenienti da diversi Paesi dell’Africa occidentale.

Durante la traversata nel Mediterraneo centrale l’imbarcazione avrebbe iniziato ad avere problemi fino ad affondare a poche miglia dalla costa dell’isola siciliana, una delle principali porte d’ingresso verso

l’Europa per chi tenta la rotta migratoria del Mediterraneo centrale, considerata tra le più pericolose e mortali. Nell’area del naufragio continuano a operare la motovedetta CP271 della Guardia Costiera

e un velivolo Manta, impegnato a sorvolare la zona nella speranza di individuare eventuali segnali del bambino disperso. Le condizioni del mare e la rapidità con cui la barca è colata a picco hanno però reso

particolarmente complesse le operazioni di ricerca. Intanto, nell’hotspot di Lampedusa sono iniziate le audizioni dei superstiti, che stanno raccontando alle autorità i dettagli della traversata.

Alcuni migranti provenienti dalla Costa d’Avorio hanno riferito di aver pagato circa 300 euro per affrontare il viaggio via mare dalla Tunisia verso l’Italia, spiegando di voler restare nel Paese una volta completate

le procedure di identificazione. I soccorsi sono stati effettuati dai militari della Guardia Costiera, intervenuti con la motovedetta CP327, che è riuscita a recuperare e mettere in salvo

complessivamente 64 persone. Tra i superstiti, che arrivano principalmente da Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Guinea e Sierra Leone, ci sono 14 donne e 10 minori, tutti successivamente trasferiti

sull’isola per ricevere assistenza e per essere ascoltati dalle autorità competenti. Le testimonianze raccolte serviranno ora a ricostruire con maggiore precisione le circostanze del naufragio e il numero esatto

delle persone che si trovavano a bordo dell’imbarcazione prima dell’affondamento. Tra le persone tratte in salvo c’è anche la madre del bimbo disperso, una donna originaria della Sierra Leone, recuperata in mare insieme agli altri naufraghi e sbarcata durante la notte sull’isola. Fonte Fanpage.it.