La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna in Parlamento per un confronto diretto con le opposizioni, nel primo intervento dopo l’esito negativo del recente referendum.
Sul tema Giorgia Meloni nella informativa in aula della Camera ha ribadito:
“Nessuna intenzione di fare un rimpasto. Leggo, ormai da settimane, bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del voto referendario. Si continua a parlare di dimissioni imminenti del governo, di rimpasti, di fase 2, 3 o quattro del governo. Di ripartenza. Alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, ad altri partiti, ad altri presidenti del Consiglio. Un mondo distante anni luce da noi, nel quale non intendiamo far ripiombare l’Italia. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti”.
Quanto alle recenti dimissioni avrebbe poi aggiunto:
“Sarebbe convenuto sul piano tattico ma noi ci siamo presi l’impegno per governare per cinque anni, gli italiani sappiano che il governo c’è, determinato a fare del suo meglio fino all’ultimo giorno del suo mandato. Non scapperemo, non indietreggeremo, governeremo come fanno le persone serie. Siamo determinati a fare del nostro meglio fino alle urne”.
Tra i banchi dell’opposizione domina un giudizio molto critico sull’azione dell’esecutivo, definita da molti un fallimento, soprattutto sul piano economico. Alcuni esponenti ipotizzano che la premier possa provare a rilanciare la propria immagine puntando sulla politica estera, mentre altri ritengono che tenterà di intervenire su temi interni. In ogni caso, prevale l’idea che qualsiasi mossa arrivi troppo tardi per cambiare la valutazione complessiva.
Diversi leader politici sono intervenuti nel dibattito, tra cui Matteo Renzi, Elly Schlein e Giuseppe Conte. Le critiche si concentrano in particolare sull’andamento dell’economia, con crescita stagnante, deficit elevato e costo dei carburanti ancora alto.
Dal fronte del Movimento 5 Stelle, si sottolinea la necessità che la presidente del Consiglio si assuma la responsabilità delle scelte compiute negli ultimi anni, incluse quelle in politica internazionale, giudicate troppo allineate agli Stati Uniti e poco vantaggiose per il Paese.
“Se passiamo all’orizzonte internazionale, lo sconforto è maggiore. Lei ancora oggi è completamente confusa. Lei parla di Sanchez, fa la critica a Sanchez, dice che dobbiamo stare con l’Occidente. Cosa significa? Qui non dobbiamo scegliere tra Sanchez e Orban. Lei deve scegliere la Costituzione italiana e il diritto internazionale. Crosetto ha detto una cosa giusta per una volta, ha detto che il problema di Trump è che è circondato da collaboratori non coraggiosi e che nessuno osa contraddire il capo. È ancora più grave quando non viene contraddetto il capo da una leader di un Paese del G7. La sua subalternità e ignobile, lei sta contribuendo a distruggere il diritto internazionale, perché se Trump attacca illegalmente il Venezuela e lei dice che è un’azione di legittima difesa, lei lo incoraggia. Se di fronte al genocidio lei non interrompe la cooperazione militare con Netanyahu rimandendo silente complice, lei incoraggia un genocidio. Se quando c’è un attacco illegale di Netanyahu e Trump lei dice ‘non condivido e non condanno’, lei contribuisce a distruggere il diritto internazionale”– queste le parole di Giuseppe Conte in Aula rivolgendosi a Meloni.