Medicina sportiva: come curare le malocclusioni. L’utilità di PediaNapoli

La figura dello gnatologo e il controllo dell'assetto posturale devono interagire sin dalla tenera età. La novità della nascita di una chat di professionisti, soprattutto pediatri, su WhatsApp
di redaz. sport
1 mese fa
16 Marzo 2021
Medicina sportiva: come curare le malocclusioni. L’utilità di PediaNapoli

La prevenzione delle malocclusioni inizia già dall’allattamento e dal tipo di alimentazione che il bambino ha durante la crescita.  E continua durante la pratica sportiva, che spesso comincia in tenerissima età.

I controlli dell’assetto posturale di questi aspiranti campioni devono avvenire precocemente e interessare anche la bocca e l’occlusione dentaria.   Oggigiorno è impossibile considerare il cavo orale separato dal resto del soma e ancor più dal distretto cervicale.

Infatti, l’equilibrio dell’apparato stomatognatico è frutto della cooperazione armonica dei muscoli del distretto testa-collo. A conferma di ciò, da anni è noto che uno stato di sofferenza a carico dei muscoli sternocleidomastoidei, trapezi e della regione cervicale può trasferirsi ai muscoli masticatori e viceversa.

Ecco che nasce, quindi, la necessità di verificare non solo il bilanciamento dei muscoli masticatori. Ma anche di quelli del collo e dei distretti corporei sottostanti fino ad arrivare all’appoggio plantare.

L’obiettivo dello gnatologo, quindi, è quello di capire se al bilanciamento del lavoro dei muscoli masticatori corrisponda un compenso nella regione cervicale, e degli altri distretti che rientri nei limiti fisiologici.

Con il professore Michele D’Attilio, dell’Universitá Gabriele D’Annunzio di Chieti, trattiamo, da molti anni, sportivi, sia dilettanti che professionisti, e in tutte le fasce di età.

Alla base del nostro lavoro c’è un approccio multidisciplinare. Collaborando e interfacciandoci con tutte le figure professionali che ruotano intorno al mondo dello sport.

Creando un protocollo di approccio al paziente sportivo. In età evolutiva è necessario relazionarsi con i pediatri. Stanno nascendo studi molto interessanti, nei quali ognuno dà il proprio contributo.

In particolare, a Napoli abbiamo sfruttato la possibilità di comunicare rapidamente anche su WhatsApp, creando una chat, con una grande partecipazione di pediatri, chiamata PediaNapoli, ma estesa un po’ dappertutto. Ci si confronta praticamente ogni giorno, nell’interesse dei giovanissimi pazienti.

Franco Di Stasio (presidente S.I.O.S.)

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