Affronterà il processo per aver maltrattato il suo bimbo di soli 3 anni e affetto da disabilità. A dire al padre quello che stava accadendo è stato proprio il bambino, e lo ha fatto usando le sue prime parole. Il piccolo – affetto da un ritardo dello sviluppo – stava iniziando ad articolare le prime parole, e tra i vari tentativi ha messo in allarme il genitore durante alcune videochiamate.
A seguito delle indagini disposte dalla Procura di Rovigo, ora la madre è stata rinviata a giudizio. La vicenda è ricostruita dal Gazzettino, secondo cui la 31enne avrebbe picchiato il figlio a più riprese con urla, strattoni e schiaffi.
Il piccolo avrebbe scontato anche le tensioni esistenti tra la madre e il nuovo compagno, come sarebbe avvenuto anche nel 2023, durante una discussione tra i due. In quell’occasione, la donna avrebbe strattonato il bimbo che chiedeva la sua attenzione. In un altro momento, mentre il piccolo giocava con la sorellina più piccola, la mamma lo avrebbe spintonato fino a farlo cadere a terra. Una serie di azioni ritenute di violenza sproporzionata in relazione al comportamento di un bimbo così piccolo e fragile.
Nonostante la tenerissima età e una salute compromessa da diversi disturbi fisici e dello sviluppo, il bimbo ha capito che qualcosa nella sua vita non andava, e durante le videochiamate con il padre avrebbe chiesto: “Mamma perché mi picchi?”, e fatto vari riferimenti che hanno allarmato il genitore, facendo scattare i controlli.
Al termine della fase d’indagine preliminare, la donna è stata rinviata a giudizio per il reato di maltrattamenti in famiglia aggravato dalla minore età della vittima. Ora ne dovrà rispondere davanti ai giudici del Tribunale di Rovigo. La prima udienza è fissata nel mese di maggio.
Fonte: fanpage