Mamma e figlia avvelenate a Campobasso confermata la positività alla ricina: ma nessuna traccia di veleno nel sangue del marito sopravvissuto

15 Aprile 2026 - 8:39

Mamma e figlia avvelenate a Campobasso confermata la positività alla ricina: ma nessuna traccia di veleno nel sangue del marito sopravvissuto

Per Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia 15enne Sara, morte tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso dopo il pranzo di Natale, è stata confermata la positività alla ricina. Negativo invece allo

stesso veleno Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne. Inizialmente si parlava di sospetta intossicazione alimentare, ora si ritiene invece che potrebbero essere state avvelenate. Sono le ultime indiscrezioni,

riferite da fonti qualificate, relative all’inchiesta sul presunto duplice omicidio. Nei prossimi giorni è attesa dal Centro antiveleni di Pavia la relazione ufficiale con tutti i dettagli e i risultati finali degli esami

svolti. L’esame dei vetrini istologici con i prelievi effettuati durante l’esame autoptico, che è stato svolto il 31 dicembre scorso all’ospedale Cardarelli di Campobasso, avverrà alla presenza delle parti perché si

tratta di accertamenti tecnici non ripetibili e quindi con la convocazione viene garantito il contraddittorio. Nel dettaglio sono stati convocati gli avvocati e i consulenti dei cinque medici indagati per omicidio colposo

nella prima fase delle indagini e anche quelli delle parti offese, incluso il nuovo avvocato di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla, e il suo consulente. Sarebbero almeno cinque i nuovi soggetti convocati

dalla Polizia, oltre ai 30 già sentiti negli ultimi giorni. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno seguendo diverse piste e, a quanto si apprende, ci sarebbero alcune persone sospettate. Gli interrogatori

proseguiranno nei prossimi giorni e anche Gianni Di Vita sarà nuovamente convocato per essere ascoltato come testimone. Il 29 aprile invece il medico legale Pia Benedetta

De Luca ha convocato i legali e i consulenti dei medici indagati e delle parti offese per l’esame dei vetrini relativi alle autopsie svolte sui corpi delle due donne. Fonte Fanpage.it.