“Made in Italy”, debutta su Canale 5 la fiction sulla moda italiana con Raoul Bova e Marco Bocci

Da questa sera in quattro puntate. Un cast stellare per la fiction ambientata negli anni 70 sulla moda italiana con Raoul Bova, Margherita Buy e Marco Bocci
di giuseppe cossentino
46 secondi fa
13 Gennaio 2021

Un pò un Diavolo veste Prada all’italiana,  mescolando commedia romantica e period drama, la storia di una ragazza che entra nella

redazione di un giornale di moda a inizio anni Settanta diventa la scusa per una serie sui protagonisti

storici della moda italiana. Cosi’  da questa sera  mercoledi’ 13 gennaio prende il via, in prima serata

su Canale 5, “Made in Italy”, la prima serie tv che racconta la nascita della moda italiana nella Milano degli anni Settanta. Protagoniste Greta Ferro e Margherita Buy. La serie ideata da Camilla Nesbitt, scritta da Laura e Luisa Cotta Ramosino, Paolo Marchesini e Mauro Spinelli, coprodotta da Taodue Film e The Family per Mediaset, è già stata venduta in più di venti Paesi: dagli Stati Uniti, al Canada passando per Russia, Sud America, Spagna, Portogallo e Cina.

La serie racconta la storia di Irene (Greta Ferro), figlia di immigrati dal Sud che a metà

degli Anni Settanta per mantenersi agli studi risponde all’annuncio della rivista di moda

“Appeal”. Irene conquista presto un ruolo di prestigio nella rivista, sotto gli occhi della severa

caporedattrice Rita Pasini (Margherita Buy), e, al ritmo dei cambiamenti della moda milanese, anche la sua vita cambierà radicalmente.

La ragazza incontra gli stilisti dell’epoca, che proprio in quegli anni muovono i primi passi, dando

il via alla straordinaria avventura del Made in Italy: da quel momento la nostra moda comincia ad

affermarsi nel mondo, sfidando il predominio dell’Haute Couture francese fino ad allora considerata

inattaccabile, grazie alla creatività e all’abilità imprenditoriale di un gruppo irripetibile di talenti visionari.

Tutto ciò accade in un decennio, i Seventies, ricco di energie e di conflitti: sono gli anni del divorzio, dell’emancipazione della donna, ma anche del terrorismo e degli scontri di piazza, anni di trasformazione e di fermenti creativi che rivivremo attraverso gli snodi della vita privata e professionale di Irene.

Diretta da Luca Lucini e Ago Panini, oltre alla giovane Greta Ferro, affermata modella al suo debutto con un ruolo da protagonista e Margherita Buy, tra gli interpreti ci sono Fiammetta Cicogna, Maurizio Lastrico, Valentina Carnelutti, Sergio Albelli, Giuseppe Cederna, Saul Nanni, Ninni Bruschetta, Anna Ferruzzo, Andrea Bosca, Erica Del Bianco, Giulia Manzini. Ad arricchire il cast anche la partecipazione straordinaria di Raoul Bova nel ruolo di Giorgio Armani, di Claudia Pandolfi (Rosita Missoni), Stefania Rocca (Krizia) Marco Bocci, un famoso fotografo di moda. E ancora Eva Riccobono (una top model), Enrico Lo Verso (Ottavio Missoni), e Nicoletta Romanoff (Raffaella Curiel), Gaetano Bruno (Walter Albini) e Bebo Storti (Beppe Modenese).

Per la prima volta in Italia, sono stati utilizzati i costumi originali dell’epoca grazie alle grandi firme della moda che hanno aperto i loro archivi offrendo per le riprese preziosi abiti e accessori. La serie è stata girata non solo a Milano, ma anche a New York e in Marocco.

LA TRAMA DELLA PRIMA PUNTATA

  1. Irene Mastrangeli è una ragazza di 33 anni fidanzata con Luigi. Figlia di immigrati del Sud frequentala facoltà di storia dell’arte grazie ai sacrifici fatti dai genitori. Arrivata all’ultimo esame, rifiuta il voto dopo una discussione con il professore. La famiglia non è contenta, ma la ragazza si cerca un lavoro in attesa della prossima sessione. Lo trova nella rivista Appeal, come assistente redattrice, cosa che fa infuriare il padre. Però il mondo della moda visto dal giornale affascina da subito Irene: fa amicizia con Monica, l’altra giovane assistente che della vita di redazionesa  tutto e le fa da guida; con Rita Pasini, la caporedattrice, che l’adotta e in Appeal rappresentala spinta verso il nuovo contro i bisogni commerciali sostenuti dal vicedirettore Nava.

Siccome però siamo nel pieno di una rivoluzione che sta portando la moda italiana a competere

con quella francese, Rita insiste ne dare attenzione ai protagonisti di talento di questo capovolgimento.

A cominciare dal più poliedrico, Walter Albini, a cui Irene riesce a strappare un’intervista. La ragazza

possiede infatti qualità che a Rita non sono sfuggite, e con tempismo e intuizione riesce a ottenere la fiducia

di personaggi non sempre facili da avvicinare.

Non certo per arrivismo ma per una comprensione del fare moda che le fa percepire la sostanza dietro la superficie. Quello che oggi si raggruppa – con uno smascherato qualunquismo – sotto il termine eccellenze.

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