“Lucariello”, dal rap alla politica pentastellata

4 giorni fa
13 Settembre 2020
di redazione

Dal rap alle stelle. Luca Caiazzo, in arte “Lucariello”, sbaraglia la strada ai candidati politici avversari. E sposa il partito pentastellato. Nato a Scampia, dopo le collaborazioni con gli Almamegretta ed Ezio Bozio, Luca è pronto a rilanciare la Campania. E lo fa a suon di musica. Ma in che modo? Scopriamolo insieme!

Luca, un tempo non troppo lontano il rap. Poi, “Gomorra”. Ed ora la candidatura per le elezioni regionali campane con il Movimento 5 stelle. Possiamo dire che sei inarrestabile?

<<La passione politica, in realtà, c’è sempre stata. Ho cominciato quando ero molto giovane, ai tempi del liceo. All’epoca, divenni rappresentante d’istituto. In seguito, ho lavorato nei penitenziari minorili con i ragazzi. Ho sempre avuto una particolare attenzione per il sociale e coloro i quali vivono in condizioni di disagio. Sono nato, e vissuto, a Scampia. So bene cosa significhi vivere in determinate condizioni>>.

Cosa ti ha spinto ad abbandonare lo “urban style” ed indossare la “linda” camicia della politica?

<<Non ho abbandonato nulla. Certe cose sono come i tatuaggi. Restano attaccate alla pelle. E sono indelebili. Per questo motivo ho deciso di scendere in campo con la mia musica. E suonarle a suon di rap all’attuale governatore della regione, nonché ricandidato del centrosinistra, Vincenzo De Luca>>.

Sei campano, ami la tua terra quanto la gente che la abita. E ne conosci sino in fondo le problematiche. In che modo si potrebbe rilanciare il territorio campano?

<<Indubbiamente, per fare ciò è necessario valorizzare il più possibile le nostre bellezze storico-culturali, e paesaggistiche, favorendo il turismo anche in bassa stagione. Sarebbe, poi, opportuno creare iniziative in grado di rilanciare il territorio. Le cose da fare sono tante. E credo che tutti se ne rendano conto>>.

Con “Gomorra” hai avuto l’opportunità di realizzare la colonna finale della nota serie televisiva. Una serie, in cui il disagio giovanile è in primo piano. In che modo potrebbero essere aiutati i giovani campani?

<<E’ vero. Il disagio giovanile divora questa terra. E si nutre, spesso, delle anime dei suoi figli più deboli. Tanti ragazzi, forse troppi, fuggono all’estero alla ricerca di un nuovo orizzonte di vita o speranza. L’emorragia di talenti, deve essere evitata. Troppi giovani rinunciano ai propri sogni e divengono preda di associazioni criminali. Grazie alla musica, ed i laboratori realizzati nelle carceri (come quello di Airola), ne ho conosciuti tanti>>.

Come nasce l’alleanza con il Movimento 5 stelle? E cosa ti ha spinto a non schierarti con De Luca?

<<In realtà, ne ho seguito gli sviluppi sin dalle origini. Fui tra i primi ad iscriversi sulla piattaforma Rousseau ed aderirvi. Ma non sono mai stato, come tanti altri, un attivista. Ciò che mi ha spinto a scendere in campo è stato il rapporto con i tanti ragazzi della mia terra, che vivono in condizioni di estremo disagio. Circa il fenomeno De Luca, poi, si stanno enfatizzando gli eventi. Negli anni, credo che i cittadini campani abbiano avuto modo di rendersi conto quanto sia stata male amministrata la Campania. Per il resto, no comment>>.

Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato di raggiungere qualora fossi eletto?

<<E’ necessario puntare sulla cultura e la scuola. Educare i ragazzi è il primo passo. Occorre stabilire una sinergia tra famiglie e centri formativi. E’, poi, opportuno fornire alle famiglie anche servizi di forme di studio sussidiario, complementari, ed incentivare lo sport. Quest’ultimo è disciplina, impegno. Può aiutare i ragazzi. Se in tanti non possono permetterselo, attraverso al scuola tutto diventa possibile>>.

Chi immagineresti, in futuro, nel ruolo di sindaco? E perché?

<<Non ne ho idea. Napoli è una città complessa, difficile da amministrare. Per chiunque si cimenti, rappresenta una bella sfida>>.

Cosa ti ha spinto ad accettare questa sfida?

<<La volontà di rendere il Sud una nuova leva economica, e sociale, per il Paese. Cambiare rotta. Questo è il nostro obiettivo. Gli standard qualitativi delle scuole campane devono essere uniformati ai target europei. Le carceri minorili sono piene di ragazzi analfabeti, che scontata la pena finiscono, nuovamente, in strada senza avere la possibilità di riscattare il proprio futuro. Nel 2020 è inconcepibile. Trovo ingiusto che chi nasca qui, in provincia di Napoli, abbia meno possibilità di tanti altri>>.

Cosa ti andrebbe di dire se potessi lanciare un ultimo appello a chi ti sta ascoltando e seguendo?

<<Non mi sento di dire: votatemi. Ma invito tutti a ragionare prima di compiere una scelta. Ed agire in modo consapevole. Il voto è segreto, ma dalla nostra scelta dipenderà anche il futuro delle generazioni del domani>>.

di Valeria Garbin

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